Emergenza Covid, il Cts sulle scuole: “Le superiori vanno riaperte al 50 o al 75%”

I tecnici convocati d’urgenza da Speranza: “Se qualche governatore decide diversamente se ne assume la responsabilità”. Ricciardi era per la linea dura: “Ogni attività di massa va bloccata”

Il governo cerca di fare un po’ di ordine sul caos riaperture delle scuole e convoca gli esperti del Comitato tecnico scientifico  per una riunione urgente. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato i tecnici per avere un parere sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori (al 50%) e su un eventuale rinvio della didattica in presenza.

Il ‘verdetto’ degli esperti arriva nel giro di un’ora e mezza: le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Le scuole superiori vanno dunque riaperte e, sottolineano ancora gli esperti, se qualche presidente di regione decidesse diversamente, “se ne assume la responsabilità“, anche perché, hanno sottolineato gli esperti, “stanno emergendo problematiche legate anche alla sfera psichica nella popolazione giovane in età scolare e anche negli studenti delle università”.

Gli esperti del Cts più volte negli ultimi mesi hanno indicato la questione scuola come una priorità e in diverse occasioni hanno ribadito la necessità del ritorno in classe degli studenti. La richiesta di esprimere un parere su un eventuale rinvio della didattica in presenza sarebbe arrivata in mattinata agli scienziati ai quali però non era stato chiesto alcun parere sulla questione nei giorni scorsi, prima che entrasse in vigore il nuovo Dpcm con l’indicazione del ritorno in presenza degli studenti delle superiori al 50%.

Dal canto suo il superconsulente del ministro della Salute Walter Ricciardi è per la linea dura: “In questa fase è inutile perdere tempo con le zone multicolore – dice alla Stampa – Serve un lockdown nazionale, severo e immediato di tre-quattro settimane per facilitare la vaccinazione e proteggerla dalla variante inglese“. E specificatamente sulla scuola: il ritorno in classe “è sconveniente, perché ogni attività di massa in questa fase va bloccata”.

La situazione in effetti è preoccupante: in Veneto sono circa 200 le classi di elementari e medie sottoposte a quarantena per positività di uno o più studenti, dopo le vacanze di Natale.

I governatori, in ordine sparso, si erano opposti già ieri alla riapertura delle superiori: addirittura, nel caso di Fedriga in Friuli, sfidando le sentenze del Tar. Zaia in Veneto mette addirittura in dubbio la necessità di aprire il primo febbraio.

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