La Puglia sopra ogni soglia di allerta, contagiosità oltre il 32% (media nazionale 29,5). Impennata di richieste tamponi dei medici di famiglia

Dati preoccupanti anche riguardo ai posti letto occupati da pazienti Covid. Nelle terapie intensive impennata al 37%, il limite è 30

Risale la curva dei contagi in Puglia, con un tasso di positività pari al 16,58% contro il 10,58% del giorno precedente. Nell’ultimo rapporto settimanale della Fondazione Gimbe emerge che, nella settimana dal 6 al 12 gennaio il rapporto tra tamponi effettuati e numero cittadini positivi si è attestato al 32,8%, un dato inferiore rispetto a quello della settimana precedente quando era al 34,1%, ma comunque superiore alla media italiana (29,5%). Secondo lo studio, in Puglia, inoltre, sono in crescita i casi attualmente positivi ogni 100mila abitanti: risultano pari a 1.371, mentre la media nazionale è di 944. L’incremento percentuale dei casi rispetto a sette giorni prima è stato dell’8,5%. Infine, dal rapporto emerge che il 41% dei posti letto di “area medica” è occupato da pazienti Covid, oltre la soglia di allerta del 40% e sopra la media nazionale che è del 37%. Anche nelle terapie intensive, il 37% dei posti letto è occupato da ammalati Covid, mentre la soglia di allerta è del 30%.

Nel frattempo – riporta lagazzettadelmezzogiorno – sono iniziati i tracciamenti, come previsto dall’ordinanza regionale, negli studi dei medici di famiglia. Sono state oltre 300 le richieste nel primo giorno di attivazione del sistema “Giava-Covid” in Puglia per la prenotazione. L’afflusso di richieste sul “contact tracing” dei casi sospetti o confermati utile a e prenotare online il tampone molecolare che, successivamente, verrà effettuato dalle Asl, ha già messo in difficoltà le Aziende sanitarie, come emerge dalla circolare inviata dal dirigente del Dipartimento Salute, Onofrio Mongelli, ai direttori Asl. “Si è rilevato – scrive – che dopo l’avvio del nuovo modello organizzativo disposto dall’ordinanza del presidente della Giunta regionale e previsto dal protocollo del 20.11.2020, ampiamente noto alle direzioni aziendali, si sono registrate difficoltà organizzative che devono essere immediatamente risolte dalle direzioni sanitarie Asl congiuntamente alle direzioni delle strutture coinvolte (Distretti Socio Sanitari, Sisp, etc..) al fine di garantire la continuità del servizio agli assistiti”.



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