“La didattica a distanza aumenta il divario sociale e penalizza i nostri figli”. La lettera dei genitori del Comitato di San Marco in Lamis

“Dall’inizio della pandemia a tutt’oggi abbiamo accettato l’alternativa della didattica a distanza, con la speranza che tutto sarebbe diventato quanto prima un brutto ricordo”. Esordisce così la nota inviata ai giornali dai genitori di San Marco in Lamis appartenenti al Comitato spontaneo genitori sammarchesi pro didattica in presenza.

“È evidente che la didattica a distanza sta aumentando quel divario sottile e subdolo della divergenza tra famiglie che hanno mezzi, risorse e competenze e quelle che, loro malgrado, hanno ‘situazioni difficili’ tanto da non riuscire a garantire ai propri figli una adeguata attenzione. Si sta creando una generazione di ragazzi priva di stimoli e ambizioni, nessuna voglia di mettersi in gioco. La scuola non è solo un luogo dove imparare a leggere e a scrivere. La scuola deve essere prima di tutto il luogo di formazione delle persone, dove creare rapporti, competizioni sane e voglia di crescere. È ovvio che la didattica a distanza compromette tutto questo.

I rapporti umani non si creano dietro ad uno schermo. Gli uomini debbono formarsi nelle comunità, nella scuola. Chiediamo, pertanto che i nostri amministratori, unitamente a tutti i soggetti del mondo scuola, si sforzino di trovare le opportune soluzioni che garantiscano il diritto allo studio in presenza nel rispetto delle condizioni di sicurezza in tutti gli istituti scolastici sammarchesi, come avviene in quasi tutti i comuni italiani. Il nostro augurio, nella tutela della salute dei nostri figli – concludono -, è che tutto finisca e che si possa ritornare in presenza ad una serena quotidianità”. 



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