Il 2021 di Manfredonia commissariata, in attesa di sapere quando si voterà. Le tre opzioni e il peso del Governo Conte

Sono tante le personalità, nei partiti (come la Lega o i Fratelli d’Italia) e nella società civile, che ambiscono ad una investitura, magari battezzati dai big, che restano Campo e Gatta

Anno nuovo, vita nuova per Manfredonia commissariata per mafia? C’è attesa per le possibili elezioni amministrative che potrebbero anche essere indette dal Governo per il 2021 nel Golfo. Si moltiplicano le associazioni, gli spazi di discussione, i cantieri di cittadinanza attiva nella città amministrata per decadi dal centrosinistra. Sono tante le personalità, nei partiti (come la Lega o i Fratelli d’Italia) e nella società civile, che ambiscono ad una investitura, magari battezzati dai big, che restano i due consiglieri regionali, Paolo Campo e Giandiego Gatta insieme all’esponente del Csm Tonio Leone e all’onorevole Michele Bordo, adesso ancora più influente nel suo ruolo Rai e principale rappresentante della corrente Orlando all’interno del Pd, e l’ala più movimentista e adiacente alla chiesa rappresentata dall’ex sindaco Gaetano Prencipe. 

Accanto a loro ci sono da un lato i due eletti del M5S alla Camera, l’ex pentastellato Antonio Tasso e Francesca Troiano, con i loro gruppi di riferimento e dall’altro i renziani di Noemi Frattarolo e tutti gli ex amministratori colpiti dallo scioglimento a cominciare dall’ex sindaco Angelo Riccardi, che con la sua costola CON sta puntando su due donne, l’ex candidata alle regionali Treggiani e Maria Teresa Valente.

Resta in piedi secondo alcuni dem la suggestione di Saverio Mazzone sindaco, anche se qualcuno fa notare come in qualche modo il creativo, che pure ha creato il suo contenitore di partecipazione, sia sfiorato dallo scioglimento per il suo ruolo di amministratore di sottogoverno nell’amministrazione Riccardi all’Agenzia del Turismo. Nel centrodestra sembra riproporsi l’idea di candidare l’avvocato ed ex presidente del Parco del Gargano Stefano Pecorella, già sconfitto qualche lustro fa.

La domanda che tutti si pongono in questo inizio di anno è: si voterà nel 2021? Sono in campo almeno tre opzioni, come spiega a l’Immediato l’onorevole Tasso del Gruppo Misto. “Se nella relazione che la Commissione Straordinaria trasmetterà al Prefetto un mese prima del termine della Gestione Commissariale di 18 mesi con scadenza ad aprile 2021 non vi sono elementi affinché venga richiesta una proroga di ulteriori 6 mesi, richiesta che partirebbe dal Prefetto, sentito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, integrato con la presenza del Procuratore di Stato del territorio, allora si andrebbe a votare nella finestra ordinaria di maggio 2021. Se, invece, nella relazione vi fossero elementi tali da richiedere la proroga di sei mesi, allora la scadenza della stessa avverrebbe il 6 novembre 2021, pertanto, come recita l’art.143 del Tuel, si aprirebbe un finestra elettorale straordinaria tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. Terza opzione: non di rado capita che non vi sia particolare esigenza di attivare la finestra straordinaria (alle volte perché sono pochi, o addirittura uno solo, i comuni che andrebbero al voto). In questo caso si attiverebbe la c.d. continuità di gestione fino alla prima finestra ordinaria utile, quindi maggio 2022”, argomenta.

A queste ipotesi va comunque aggiunto il rischio pandemico, che potrebbe far slittare le elezioni amministrative previste per il 2021. Su Manfredonia inoltre pesa anche la possibilità che il Governo non superi la prova della stabilità e del Recovery Fund. C’è chi legge nel rallentamento dell’accordo in Regione tra Emiliano e il M5S proprio questo raffreddamento del laboratorio nazionale di alleanza strutturata tra Pd e MoVimento.

“In politica, e soprattutto nella politica italiana, tutto è possibile, anche che si decida di far cadere un governo che sta affrontando la più grave crisi economico-sociale mondiale del secondo dopoguerra, dovuta ad una pandemia che si sta rivelando più deleteria e complessa di quanto si potesse immaginare. Fatta questa premessa, non credo che il governo Conte 2 cadrà, per una serie di considerazioni, tra l’altro efficacemente illustrate dal presidente Mattarella nel suo discordo di fine anno. Egli ha indirizzato una serie di “messaggi” alla politica molto chiari, ammonendo i protagonisti istituzionali a non perdere tempo e non sprecare energie ed opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte”, spiega Tasso.

A suo avviso è “irresponsabile creare i presupposti di una crisi di governo in questo momento così delicato e difficile, in cui dovranno essere prese decisioni fondamentali per dare un impulso definitivo all’azione di contrasto dell’emergenza sanitaria e di rilancio dell’assetto sanitario del nostro Paese e, di conseguenza, della sua economia”.

E conclude: “Questo governo, a mio parere, ha affrontato con impegno e coscienza questo compito, intervenendo massicciamente con aiuti economici alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie e con decisioni impattanti sullo svolgimento della vita quotidiana che ci hanno messo in condizioni migliori, in un’ottica epidemiologica, rispetto a quelle di altri Paesi europei ed extra continentali. Certamente sono stati fatti degli errori, delle valutazioni non corrette e degli interventi non completamente esaustivi, ma la portata dell’emergenza e le continue evoluzioni pandemiche, non sempre prevedibili, hanno causato risvolti non favorevoli sulla vita dei cittadini. Non riesco ad immaginare, nonostante in diversi si avventurino in giudizi sull’operato dell’esecutivo (col senno di poi), altri soggetti che avrebbero potuto affrontare meglio tale situazione. Gli aiuti europei del Recovery Plan, nell’ambito del programma Next Generation EU, potranno essere la base di rilancio del nostro Paese. Bisognerà, appunto, non perdere tempo in bagatelle politiche e strutturare un piano serio e convincente di interventi per dare risposta non solo all’Europa, che sostiene il contrasto al deficit accumulato, ma ai cittadini. E’ indispensabile comprendere che non bastano gli aiuti materiali, ma anche quella forza morale, che inneschi la fiducia nel futuro per reintraprendere l’impegno in attività che, a diversi livelli, sono state danneggiate”. (Nelle foto, Conte, Bordo e Tasso; sullo sfondo, Manfredonia)





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