Covid, a Foggia posti letto e nuove tecnologie per terza ondata. “Potenziamo il Riuniti e liberiamo risorse per le attività ordinarie”

Lopalco: “Il sistema sanitario pugliese ha retto benissimo, ma con grossi sacrifici. Il personale è stanco, abbiamo avuto un’ondata con oltre 39mila positivi: tutti i servizi territoriali, i reparti sono stati impegnati”

Una struttura campale, con tecnologie di ultima generazione, collocata tra Pronto soccorso e Rianimazione, con collegamenti interni per facilitare la rapida gestione dei pazienti. Venti posti letto aggiuntivi per contenere l’impatto della terza ondata ma soprattutto, in questa fase, per liberare spazi e risorse per recuperare l’attività ordinaria che fa registrare ancora tempi di attesa rilevanti. La Regione Puglia e la Protezione civile in tempi rapidi hanno realizzato il nuovo modulo voluto dal commissario straordinario del Riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli. “Siamo in piena seconda ondata, è presto per parlare di terza ondata – ha spiegato l’assessore alla Salute, Pierluigi Lopalco -, dobbiamo fronteggiarla su due piani: uno importantissimo è quello della prevenzione individuale, sul territorio, con comportamenti adeguati che riducano la possibilità di contagiono; poi bisognerà garantire un adeguato livello di assistenza anche alle attività ordinarie, non Covid”.

“Il sistema sanitario pugliese ha retto benissimo, ma con grossi sacrifici – ha aggiunto -. Il personale è stanco, abbiamo avuto un’ondata con oltre 39mila positivi: significa che tutti i servizi territoriali, i reparti sono stati impegnati. Stiamo approntando questi moduli aggiuntivi non per prepararci alla terza ondata ma per fare  in modo, progressivamente, di decongestionare  i reparti Covid. Lo sappiamo bene, il problema non è l’assistenza ai pazienti Covid, ma la distrazione di risorse per l’assistenza ordinaria”.

“Questa è una struttura temporanea realizzata in adiacenza al Policlinico e consente di ampliare gli spazi a disposizione della Terapia intensiva e ottimizzare le risorse umane – ha spiegato il referente della Protezione civile, Mario Lerario -. È una struttura che è stata pensata già nella prima fase e che viene realizzata per la prima volta nella seconda fase in provincia di Foggia. Consentirà di aumentare il numero delle dotazioni, che consentiranno di realizzare gli interventi strutturali previsti dal ministero della Salute”. Sul tempo di attività della struttura campale, precisa: “Le epidemie hanno corsi ciclici, che non sempre sono prevedibili con previsione estrema, ciò che possiamo dire è che aumenteremo la resilienza, cioè la capacità di gestire l’emergenza. Le strutture aiuteranno il territorio ad affrontare i picchi pandemici”.

A rappresentare il governo regionale all’appuntamento, il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese. “Abbiamo attivato questi ulteriori posti letto di terapia subintensiva, che si uniscono ad altri 26 posti esistenti, per affrontare al massimo una potenziale terza ondata di Covid e, allo stesso tempo, potenziare il Policlinico foggiano. La cosa positiva l’abbiamo realizzata come Regione Puglia e Protezione civile accanto al Pronto soccorso e ad altri posti letto di terapia intensiva, perché il tema principale è quello di ottimizzare le risorse umane, di medici e infermieri che mancano. Il problema è che ci troviamo di fronte alla follia del numero chiuso e poi non abbiamo medici, poi dobbiamo chiederli a Cuba, in Albania e in Africa… Abbiamo investito 45 milioni di euro per le Scuole di specializzazione, per le scuole di Medicina di Foggia e Bari. Senza l’intervento della Regione Puglia, molte scuole sarebbero chiuse.





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