Scuole, governo vuole riaprirle a gennaio. Cenone, coprifuoco e spostamenti: le regole per le festività

Si può ricevere la famiglia per il cenone? Si può andare a passare le Feste in un’altra Regione? E la tradizionale Messa della notte di Natale sarà a mezzanotte? Dallo shopping ai ristoranti, dalla scuola ai viaggi all’estero, sono in arrivo con il prossimo dpcm le nuove regole per un dicembre diverso da tutti gli altri. Ecco, alla luce di quanto emerso finora, quali potrebbero essere le regole per questa fine del 2020.

SCUOLA – Tutti in classe dal 7 gennaio.

E’ l’orientamento prevalente nel governo, in vista del varo del nuovo dpcm con le misure anti contagio da Covid. Nel vertice di venerdì notte Conte e i capi delegazione non hanno preso una decisione finale: “La discussione sulla scuola è ancora aperta”, viene spiegato. Ma fonti dei diversi partiti di maggioranza confermano che i ragazzi delle superiori dovrebbero tornare in classe solo all’inizio del nuovo anno, mentre a dicembre proseguirebbe per loro la didattica a distanza anche nelle zone gialle. Aprire a dicembre – è il ragionamento – vorrebbe dire portare i ragazzi in classe una o due settimane al massimo prima di richiudere a Natale: meglio fissare fin d’ora l’orizzonte di gennaio.

CENONE E COPRIFUOCO – Nel prossimo dpcm dovrebbe rimanere per tutte le Regioni il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino. Sembra non essere passata, al momento, la linea di un coprifuoco più permissivo per le vigilie delle feste maggiori, Natale e Capodanno. Rispetto ai tradizionali cenoni, non essendo possibile imporre obblighi nei luoghi privati, non si esclude che ci si limiti a raccomandazioni: non più di sei a tavola è l’indicazione di massima degli ultimi giorni. Naturalmente i commensali ‘consigliati’ sono i parenti stretti e i conviventi.

VIAGGI E SPOSTAMENTI – Nel prossimo dpcm, a quanto pare, dovrebbe valere il blocco della mobilità tra le Regioni anche tra ‘gialle’, con l’esclusione però della possibilità per i residenti di ritornare a casa. Sono comunque al vaglio del governo delle possibili deroghe: potrebbero valere, per esempio, per chi ha il domicilio in una regione diversa da quella di residenza, o per alcuni casi di ricongiungimento familiare. In ogni caso, però, la data di partenza dello stop agli spostamenti tra le Regioni dovrebbe partire da una data ancora da definire ma successiva al 4 dicembre, quando entrerà in vigore il nuovo dpcm. Per le Regioni arancioni e rosse dovrebbero rimanere le attuali prescrizioni: nelle rosse è vietato spostarsi anche da un Comune all’altro, mentre per le arancioni il confine degli spostamenti è quello regionale. Per chi nel periodo natalizio rientrerà dall’estero, infine, si pensa a una quarantena di 15 giorni. Resta il nodo se si potrà raggiungere o meno le seconde case. Per sciare, invece, tutto rimandato a dopo le Feste, dunque alla metà di gennaio.

NEGOZI E RISTORANTI – Per favorire lo shopping natalizio si pensa ad allungare gli orari dei negozi in zona gialla fino alle 21, purché però questo permetta di rispettare il coprifuoco che scatta alle 22. Per le altre zone, invece, dovrebbero rimanere in vigore le regole dei ‘colori’, con i negozi chiusi nelle rosse. Per quanto riguarda invece i ristoranti nelle zone gialle dovrebbe rimanere la chiusura alle 18, con blocco totale però a Natale e Santo Stefano. Passando alle regioni arancioni e rosse, bar e ristoranti dovrebbero rimanere chiusi tutto il giorno.

LE MESSE – Che sarà un Natale diverso dal solito lo ha confermato oggi anche il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli. E questo potrebbe valere anche per i fedeli: potrebbero essere anticipate le tradizionali messe di mezzanotte. Su questo è in corso un dialogo e un confronto con la Cei, che appare ben disposta. L’ipotesi è concreta, se si pensa che già gli ultimi due Papi, Benedetto e Francesco, avevano anticipato alle 22 e alle 21,30 le loro solenni celebrazioni del Natale. Non è escluso inoltre che possa essere aumentato il numero delle celebrazioni nel corso della giornata, per evitare assembramenti.

(Ansa)



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