La provincia Bat piegata dal virus, posti finiti al cimitero di Barletta. Muore anche uno chef di 27 anni, Andria sotto choc per Nicola

L’allarme del sindaco Cannito su Repubblica: “Con questi numeri abbiamo esaurito la possibilità di seppellire le salme. C’è un alto numero di decessi”

La Bat piegata dal Coronavirus. Il Comune di Barletta ha chiuso temporaneamente il cimitero per le molte salme che ancora attendono la sepoltura. Il sindaco Cosimo Cannito, attraverso un’ordinanza, ha disposto la chiusura al pubblico e l’immediata tumulazione delle salme anche di pomeriggio e in tutti i giorni della settimana, compresi il sabato e la domenica, “al fine di contenere il diffondersi del contagio”. L’accesso al cimitero sarà consentito a un numero ristretto di persone (soltanto familiari di primo grado) per accompagnare il feretro nel luogo di sepoltura.

“Non abbiamo più fosse per inumare e abbiamo al momento soltanto 68 loculi – ha detto Cannito a Repubblica Bari -. Con questi numeri abbiamo esaurito la possibilità di seppellire le salme. C’è un alto numero di decessi. Dal primo novembre al 22 novembre 2019 avevamo avuto 35 decessi, nello stesso periodo di quest’anno i morti sono stati 95. Non abbiamo ossari. Per liberare le 47 fosse del 2010 abbiamo previsto di ospitare l’ossario in un container. In questo modo ai 68 loculi potremo aggiungere queste 47 fosse. Se dovesse essere confermato questo trend di decessi, riusciremmo ad arrivare a fine dicembre”.

“Inoltre – ha spiegato ancora il sindaco – sto per firmare alcune ordinanze per l’esumazione delle salme del 2011, senza aspettare la fine del 2021. In questo modo riusciamo a recuperare 80 fosse che ci darebbero la possibilità di respirare a gennaio, nella speranza che i numeri dei decessi diminuiscano. A questo si aggiungono anche le cremazioni”. Intanto, la provincia piange una giovane vittima, il 27enne Nicola Bruno (foto in alto) apprendista chef di Andria. Sabato 21 novembre il ricovero, lunedì 23 la morte nella Rianimazione dell’ospedale Dimiccoli a Barletta, dovuta anche alle complicanze innescate dall’obesità.



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