Comune di Foggia, approvato il regolamento per i beni confiscati alla mafia: istituito albo speciale. Forte scontro Zoom su Ataf

“Abbiamo ereditato una azienda decotta, con spese molto allegre fatte dalle amministrazioni del centrosinistra. Avremmo potuto consegnare i libri contabili al tribunale e far fallire Ataf per venderla ai privati, ma invece abbiamo investito e abbiamo acquistato dei mezzi nel mercato dell’usato”

Lungo consiglio comunale Zoom per gli eletti foggiani con un grande protagonismo web del sindaco Franco Landella che per ogni accapo ha dato la sua lunga versione dei fatti.
È stato approvato il Regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati e anche sul tema il primo cittadino ha voluto ribadire di essere stato ‘”il primo amministratore a concedere un locale pubblico ad una amministrazione antiracket”. “Sulla legalità non possono esserci strumentalizzazioni o divisioni”, ha detto.

Ebbene, secondo il regolamento il Comune di Foggia promuove l’utilizzazione a fini sociali e/o occupazionali dei beni confiscati alla mafia facenti parte del proprio patrimonio come strumento di sviluppo e di riscatto del proprio territorio.
Il regolamento stabilisce i principi e disciplina le modalità, i criteri e le condizioni per la concessione in uso a terzi dei beni immobili confiscati alla mafia, ai sensi della legge 109/96, facenti parte del proprio patrimonio indisponibile e non utilizzati dall’ente per finalità istituzionali. È istituita la struttura operativa speciale beni confiscati alla mafia che si occupa di tutte le problematiche inerenti la concreta applicazione della Legge 109/96 e successive modifiche ed integrazioni. Tale struttura, è costituita dal Segretario generale dell’Ente Comunale, dal Dirigente dei Servizi Finanziari e dal Dirigente dell’Area Tecnica, ovvero da loro delegati, e provvede direttamente all’attivazione degli uffici interessati, costituendo l’unico interlocutore nel rapporto con l’Ente. La struttura opera con il supporto di tutti i responsabili di area dell’ente, ed è diretto dal Segretario Generale.

È istituito un Albo speciale di tutti i beni immobili confiscati alla mafia facenti parte del patrimonio indisponibile del Comune. Nell’Albo devono essere catalogati, con il relativo stralcio planimetrico ai fini dell’esatta individuazione, tutti i beni di cui al comma 1 e devono essere evidenziate oltre alle generalità del prevenuto, anche la natura, l’estensione, il valore, la destinazione d’uso del bene.
I beni sono concessi con provvedimento della Giunta Municipale su proposta della struttura operativa speciale beni confiscati previa selezione pubblica. La scelta del concessionario deve avvenire, in ogni caso, mediante selezione pubblica aperta al territorio curata da un’apposita commissione di gara presieduta dal Segretario Generale su direttiva della Giunta Municipale.
La commissione potrà essere composta dai dirigente dell’Ente e/o da funzionari dotati di posizione organizzativa presenti nelle aree coerenti con la tipologia della attività che si intendono svolgere nel bene. Grande soddisfazione nel centrodestra, per il neo leghista Dario Iacovangelo è stata una giornata storica.

“Naturalmente questo è solo il primo passo, importante sarà privilegiare quei soggetti e progetti tesi al miglioramento del bene confiscato e che non diventi un peso amministrativo”, osserva a l’Immediato il presidente del Consiglio Leo Iaccarino.
Tutto più o meno risolto anche sul fronte del canile. Entro fine anno ha assicurato il sindaco si darà avvio a dei lavori per una nuova struttura, ci sarebbe infatti un progetto ben preciso che la tecnostruttura sta valutando. Mozione ritirata dunque dal pentastellato Giuseppe Fatigato il quale è stato invitato dal sindaco a diventare lui il responsabile e referente della questione. Il capogruppo del M5S si consulterà con la base, ma è quasi certo che insieme alle associazioni potrebbe essere indicata una persona esperta della materia.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione si è avuto solo con la interpellanza di Lino Dell’Aquila capogruppo dem, che è ritornato sulle proteste sindacali riguardo alla sosta tariffata. Sul tema il sindaco è stato molto duro, rinvangando gli anni del centrosinistra.

“Abbiamo ereditato una azienda decotta, con spese molto allegre fatte dalle amministrazioni del centrosinistra. Avremmo potuto consegnare i libri contabili al tribunale e far fallire Ataf per venderla ai privati, ma invece abbiamo investito e abbiamo acquistato dei mezzi nel mercato dell’usato. Altri 39 bus stanno per arrivare”, ha detto.
In realtà questi bus provenienti da Trento potrebbero essere stati acquistati all’asta, come fanno sapere fonti aziendali. Si tratta sempre di circolari a fine vita la cui asta parte da 1500 euro. Lunedì si sarebbero dovute aprire le buste ma per ora tutto tace. Intanto Landella ha proposto a tutti gli eletti un consiglio monotematico Zoom su Ataf per leggere le carte e scoprire “i debiti del centrosinistra”.





Change privacy settings