Covid, ancora dipendenti positivi al Policlinico di Foggia. Pronto piano assunzioni abnorme per la pandemia: subito 120 Oss, poi infermieri e medici

Ieri, da Taranto, il governatore Michele Emiliano ha accelerato sulla nomina di Pier Luigi Lopalco alla Sanità e lanciato l’allarme sulla carenza di medici

Nuovo caso di positività al Covid-19 tra i dipendenti del Policlinico “Riuniti” di Foggia. Un giovane assunto negli uffici amministrativi (area Personale) ha lavorato sino a venerdì scorso, prima di accusare i sintomi tipici del virus il giorno successivo. Tre contatti stretti sono in isolamento. Mentre, secondo quanto riferito dall’azienda sanitaria, sono stati effettuati i tamponi a tutto il personale “con risultati negativi”. Le previsioni del nuovo Dpcm, con lo smart working al 75%, avrebbe agevolato il contenimento del possibile focolaio.

Peraltro, proprio gli uffici in questione sono incessantemente al lavoro in questi tempi per le assunzioni. Difatti, l’ospedale individuato come centro di riferimento Covid assieme a Casa Sollievo di San Giovanni Rotondo dalla Regione Puglia per la provincia di Foggia, ha calibrato il fabbisogno sul ‘worst case’, lo scenario peggiore con un flusso esponenziale di casi positivi. Al momento, infatti, in viale Pinto il fabbisogno di personale sarebbe “adeguato rispetto alle esigenze attuali”. Ma sono già partite le procedure per l’assunzione di altri 120 operatori socio sanitari. Il tempo determinato verrà previsto anche per gli infermieri: attualmente ce ne sono 300, ma a Foggia ne hanno chiesti il doppio. Così come gli Oss (200 in più). Per i medici, sono state chieste ulteriori figure per i reparti maggiormente stressati: Terapia intensiva, Malattie infettive, Pneumologia e Pronto soccorso.

Un numero “esagerato” di operatori sanitari, dunque, per permettere di affrontare al meglio eventuali picchi della pandemia. Anche perché bisognerà potenziare ed allargare le cosiddette “aree grigie”, le zone di filtro tra i percorsi “puliti” e quelli “sporchi”. Di qui passa la sicurezza del personale e dei pazienti. Del resto, le ultime denunce degli operatori vanno tutte in questa direzione: non c’è la percezione di essere completamente al sicuro durante le ore lavorative.

Ieri, da Taranto, il governatore Michele Emiliano ha accelerato sulla nomina di Pier Luigi Lopalco alla Sanità e lanciato l’allarme sulla carenza di medici: “Dispiegare il dispositivo Covid su tutto il territorio ha ovviamente un costo anche sulla salute ordinaria. Questa volta non chiuderemo i reparti ordinari, che continueranno a lavorare, ma il personale rimane sempre quello. Abbiamo chiesto ulteriori facilitazioni che invece non ci sono state, non ci sono più medici e infermieri da assumere in Italia. Ho chiesto al ministro Speranza di avviare un piano di recupero dei medici e infermieri italiani in Europa – ha spiegato -. Bisogna trovare un punto di equilibrio perché per gestire il raddoppio delle terapie intensive abbiamo bisogno non dico del doppio degli anestesisti, ma comunque di un numero superiore di anestesisti che nel frattempo non si trovano”.

Il tema è quanto mai attuale. “Stiamo predisponendo procedure per anestesisti in quiescenza, abbiamo il problema serio dei Rianimatori – fanno sapere dal Riuniti -, la formazione continua ad essere lacunosa. Noi siamo una delle poche aziende in cui si fanno i concorsi, ma continuiamo ad avere carenze. Il Pronto soccorso rappresenta una delle criticità maggiori, abbiamo fatto il concorso ma sarà difficile assumere perché hanno partecipato solo specializzandi. Non vuole venire nessuno – concludono -, non riusciamo a trovare medici”. Ora l’idea – difficilmente praticabile – è quella di far riferimento all’attività autonoma libero professionale al 118, per chi ha più di 10 anni di esperienza. Evidentemente, l’emergenza Coronavirus sta facendo emergere tutte le carenze ed i ritardi di programmazione nella sanità degli ultimi anni.

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