Inclusione lavorativa, i melograni biologici al sapor dell’antimafia. Quelli di “Terra Aut” diventano succo bio

Un progetto che ha un forte valore simbolico ma anche molto concreto perché mette in risalto la forza della rete tra enti del terzo settore ed enti pubblici

Venerdì scorso è iniziata la prima raccolta dei melograni biologici sul bene confiscato alla mafia Terra Aut, gestito dalla Cooperativa Sociale Altereco che presto verranno trasformati in succo biologico in bottiglie da 200 ml.
È la prima raccolta dopo la piantumazione di 175 alberi avvenuta nel 2016 con i volontari dei Campi di formazione e lavoro Estate Liberi promossi da Libera.
L’acquisto delle piante è stato sostenuto dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia che da diversi anni mostra grande attenzione verso i beni confiscati e se oggi Terra Aut è un posto più accogliente è anche grazie alla Fondazione.
“Un ringraziamento particolare va a tutti i lavoratori, affidati e volontari – scrivono da Altereco -, che lavorano e permettono che i progetti vengano portati a termine. A Mamadou, divenuto pilastro fondamentale della cooperativa ma anche agli affidati Gianni e Roberto, Matteo e Giovanni in borsa lavoro in collaborazione con l’Uepe di Foggia, partner fondamentale per le nostre attività di recupero e reinserimento lavorativo. Per noi il progetto del melograno, che arriva subito dopo la passata di pomodori, ha un forte valore simbolico ma anche molto concreto che mette in risalto la forza della rete tra enti del terzo settore ed enti pubblici che mettono al centro le persone soprattutto quelle più fragili. Le bottiglie di succo di melograno bio saranno presto disponibili”, concludono dalla coop sociale.




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