“La Ryanair gestirà l’aeroporto ‘Gino Lisa’ di Foggia”. L’annuncio del progettista Nappa: “Ponte con l’Europa e occasione di rilancio dell’economia”

L’indiscrezione di nuovairpinia.it. Il progettista Nappa: “È un’opera dai significati molteplici per la giunta Emiliano, che ha sbloccato un finanziamento statale di 14 milioni di euro nel 2012”

Ryanair gestirà l’aeroporto di Foggia ‘Gino Lisa’, pronto per essere inaugurato. Lo scalo aereo dovrebbe diventare operativo entro la fine dell’anno per essere affidato alla compagnia irlandese Ryanair con rotte internazionali. L’indiscrezione arriva da nuovairpinia.it.

«L’entrata in esercizio dell’aeroporto civile a Foggia consente all’Irpinia e al Sannio di programmare ulteriori occasioni di sviluppo e incremento di attività in chiave turistica e commerciale con riferimento particolare alla Valle Ufita e al Calaggio», spiega l’architetto Gerardo Nappa, fra i progettisti della nuova infrastruttura pugliese. «Esattamente come per l’alta capacità ferroviaria, l’aeroporto foggiano deve essere visto come un’occasione di rilancio delle economie locali non solo nella parte orientale della provincia. Ci consentirà di scrivere una nuova pagina della storia d’Irpinia a 40 anni dal terremoto». Con l’alta capacità ferroviaria Napoli Bari, lo scalo aereo completa la dotazione infrastrutturale nelle Aree Interne meridionali lungo l’asse dello sviluppo europeo e internazionale Bari-Taranto-Foggia-Valle Ufita-Sannio-Acerra-Napoli.

Su nuovairpinia.it si legge ancora: «I lavori dell’aeroporto di Foggia sono giunti al termine: l’obiettivo è di inaugurare la nuova pista entro dicembre», annuncia l’architetto. «È un’opera dai significati molteplici per la giunta Emiliano, che ha sbloccato un finanziamento statale di 14 milioni di euro nel 2012, dopo aver autorizzato i lavori nel 2019, l’anno in cui c’è stata la posa della prima pietra». A quasi 50 anni dalla trasformazione dell’aeroporto da militare a civile, l’infrastruttura così potenziata da ‘Aeroporti di Puglia’, spiega l’architetto, «avrà bisogno di un piano di lancio, sulla scorta di quello varato dalla Regione per gli aeroporti di Bari e Brindisi. Per questo sarà affidato alla compagnia irlandese Ryanair, che potrebbe già presentare una programmazione estiva». Il nuovo aeroporto di Foggia, prosegue, «costituirà un ponte con la Puglia, la Campania, quindi con l’Irpinia, e l’Europa. L’obiettivo è di preparare i nostri territori interni come l’Irpinia a lavorare in realtà proiettate nel futuro. Il ruolo di un aeroporto internazionale con queste caratteristiche sul territorio è molto importante sia per le aziende delle aree interne, che per lo sviluppo che porterà: l’ambizione è quello di trasformarlo in riferimento europeo».

Dopo la consegna dei lavori del progetto di collegamento ferroviario Napoli- Bari il 29 novembre scorso – riporta inoltre la testata campana -, Nappa ha avviato una lunga riflessione sulla necessità di collegamento fra il tracciato della ferrovia storica irpina all’alta capacità, per dare la possibilità alle industrie del cratere di correre lungo il Corridoio VIII. «Alla luce delle nuove iniziative industriali delle zone interne, è necessario connettere l’area del Cratere con il corridoio europeo». Di qui la proposta di «un collegamento ferroviario di media velocità Salerno- Alta irpinia -Stazione Hirpinia sui binari della Avellino- Rocchetta. Bisogna pensare di sviluppare il territorio attraverso azioni innovative: considerare il treno come veicolo di promozione del patrimonio culturale e ambientale, con una carrozza destinata a convegni e degustazioni. Bisogna attrarre utenze da zone ad alta densità abitativa e garantire una connessione ai grandi centri. A 40 anni dal terremoto investire in infrastrutture significa rilanciare l’economia e restituire al Paese un patrimonio di costruzioni sicure, sostenibili ed efficienti». Per l’architetto Nappa «occorre sensibilizzare l’opinione pubblica e i rappresentanti politici all’impiego delle risorse previste con il Recovery Fund, finalizzate a costruire valore aggiunto dell’Unione Europea, ridurre le disparità economiche e territoriali all’interno dei Paesi membri».



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