Sesso e video hard tra prete e disabile nella Caritas di Foggia. La legale del giovane: “Mio assistito è la vera vittima di questa vicenda”

Ma secondo chi indaga, il 39enne si sarebbe “prestato a ricevere gli atti sessuali dal sacerdote riprendendo quest’ultimo di nascosto in almeno due diverse occasioni con la videocamera di un telefono cellulare”

Foggia è scossa dopo lo scandalo sessuale alla Caritas Diocesana. Due gli indagati, accusati di aver estorto soldi all’ex direttore dell’ente, un sacerdote che all’epoca dei fatti (periodo dicembre 2017-marzo 2018) aveva circa 60 anni. Sul caso è intervenuta la legale Maria Morelli, difensore di fiducia di A.D., 39enne sotto inchiesta insieme al coetaneo L.M.. “Il mio assistito – spiega l’avvocato a l’Immediato – è affetto da gravi disturbi neurologici e deficienze a livello psichico, come da documentazione medica. Attualmente ancora tutto da provare, ma non è assolutamente da escludere, anzi e da considerare, che probabilmente la vittima in questa vicenda possa essere proprio il mio assistito, il quale è stato facilmente aggirato, stante la grave situazione di salute che lo stesso patisce”. Stando al documento di avviso conclusione indagini della Procura di Foggia, A.D. sarebbe “affetto da esiti di trauma cranico commotivo e disturbo di personalità”.

Secondo chi indaga, l’uomo si sarebbe “prestato a ricevere gli atti sessuali dal sacerdote, riprendendo quest’ultimo di nascosto in almeno due diverse occasioni con la videocamera di un telefono cellulare, accuratamente occultato all’interno della stanza e mostrando successivamente alla vittima una delle riprese in tal modo realizzate”. L.M. (difeso dall’avvocato Michele Sodrio) avrebbe editato i video ricevuti da A.D. “per estrapolarne le immagini salienti”, poi si sarebbe finto “ignaro della realizzazione dei filmati”; infine, avrebbe “riferito al prete che terzi non meglio indicati, assertivamente appartenenti ad ambienti criminali e in contatto con la redazione de ‘Le Iene’, ne sarebbero medio tempore venuti in possesso”.

I fatti

La vicenda è venuta a galla dopo che la Procura di Foggia ha notificato ai due indagati, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, accusandoli di estorsione aggravata nei confronti del prete cattolico, al quale avrebbero sottratto con un ricatto la somma di 11.500 euro, dopo avergliene chiesti ben 20.000.
Secondo la ricostruzione degli investigatori e la denuncia della vittima, vi sono stati degli atti sessuali tra il sacerdote e uno dei due indagati (A.D.), peraltro affetto da grave deficit cognitivo (come si legge proprio nell’avviso di conclusione indagini). Questa persona oggi indagata avrebbe effettuato delle riprese video dei rapporti sessuali, ovviamente all’insaputa del direttore della Caritas, ed aveva poi passato questi video al complice, che li avrebbe poi utilizzati per ricattare la vittima, con la minaccia che se non avesse pagato i 20.000 euro le immagini sarebbero state rese pubbliche tramite la nota trasmissione di Italia Uno, “Le Iene”. Per timore dello scandalo, il prete avrebbe corrisposto in più soluzioni la notevole somma di 11.500 euro, appunto, sui 20.000 richiesti dai presunti estorsori, presentando poi denuncia contro i due foggiani. Essendovi stato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, è pressoché certo che per questi gravi fatti si vada a processo nei prossimi mesi.



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