Calcio e giochi di potere: i retroscena dietro l’addio al Foggia di Pippo Severo. Quel caffè con Sarietto Masi

Un allontanamento che ha fatto molto parlare in città. L’ex segretario avrebbe pagato la sua vicinanza agli ambienti di Palazzo di Città

Pippo Severo da ormai alcuni giorni non è più il segretario del Calcio Foggia 1920. La notizia era nell’aria da tempo ma nei giorni scorsi sono emerse alcune indiscrezioni dietro il suo allontanamento. Severo che ha accompagnato due rinascite dei satanelli, a sorpresa è stato invitato ad uscire dallo Zaccheria, al suo posto un graditissimo ritorno, quello di Gianni Francavilla.
La notizia dell’addio dell’ormai ex segretario generale ha da subito suscitato scalpore ed ancora oggi tutti si chiedono: “Perché una persona preparata, elogiata e competente come lui non è più seduto dietro la sua scrivania?”.

In una città dove le voci corrono come cavalli nel West, tante sono state le supposizioni e le teorie sostenute, immaginate, scritte e dette. Alcuni rumors sostengono che i rapporti da parte della società con il segretario dei satanelli si siano incrinati quando la dirigenza rossonera è finita sotto gli attacchi del sindaco Landella. Da sempre, Severo pare essere molto vicino agli ambienti di Palazzo di Città e la sua presenza in società, secondo indiscrezioni, avrebbe portato notizie all’orecchio del primo cittadino. Nelle ultime ore Severo, Sario Masi ed un terzo uomo che di spalle sembra essere Vincenzo Todaro (emissario di Canonico, ndr) sono stati paparazzati a prendere un caffè in un noto bar foggiano.

La presenza di Masi, ex direttore generale dei diavoli del Sud, e Severo, due uomini vicinissimi a Landella lascia presagire che probabilmente gli inviti a tirare i remi in barca da parte del leader leghista all’attuale dirigenza, sarebbero frutto della conoscenza di un progetto con a capo proprio i due ex dirigenti rossoneri. D’altronde fu lo stesso Masi, 14 mesi fa, a cercare di radunare in extremis un gruppo di imprenditori locali per rilevare il titolo sportivo. Ormai è chiaro, tra il primo cittadino ed il presidente Felleca non c’è più feeling, ma il Foggia resta comunque un buon boccone che fa gola a tutti e che innesca curiosi giochi di potere.





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