Giorgia Meloni a Foggia, in piazza le mascherine tricolori. La leader spinge Fitto e attacca i rivali politici: “Serve mobilitazione di popolo”

Il palco davanti al teatro Giordano. “Se volete votare per interesse votate il centrosinistra, se per rabbia ci sono i 5 Stelle, ma se vi muove l’amore il voto giusto è Fratelli d’Italia e Fitto”

Smantellare il sistema di potere costruito in questi 15 anni di centrosinistra”. È questo l’obiettivo di Raffaele Fitto, che oggi a Foggia con i Fratelli d’Italia, coordinati dai vari segretari Franco Di Giuseppe, Giandonato La Salandra e l’onorevole Marcello Gemmato, ha ospitato sul palco di Piazza Cesare Battisti la leader Giorgia Meloni, che concluderà il suo tour a Bari insieme a collehi leader della coalizione di centrodestra, Antonio Tajani e Matteo Salvini, per la prima volta tutti quanti insieme.

Il centrodestra sa di potercela fare, se i sondaggi dicono il vero, tutto dipenderà dall’affluenza alle urne il prossimo 20 e 21 settembre. In piazza tutti i candidati meloniani che ambiscono al primo posto, tutt’altro che scontato: Giannicola De Leonardis, Ciccio D’Emilio, Antonio Giannatempo, Bruno Longo. Con loro anche il presidente della Provincia Nicola Gatta con mascherina logata “Fitto presidente” e l’ex presidente della Camera di Commercio ed imprenditore numero uno di Confagricoltura Luigi Lepri. Circa 500 in piazza distanziati e mascherinati, secondo la Digos.
In mezzo ai politici e candidati tanti militanti e spin doctor. Da Luigi Miccoli a Ivan Russo insieme a tanti che avevano creduto nella Lega e che ora sono transitati nei Fratelli d’Italia o stanno per farlo come il sindacalista Ugl Papa.

“Siamo allibiti da quello che sta accadendo. Emiliano sta sfoderando un superattivismo per distribuire clientela. Noi non dobbiamo promettere miracoli, dobbiamo sostituire una regione che fa distribuzione di clientela con una che governa con efficienza. Questi sono i nostri impegni: siamo nella fase decisiva, le cose vanno bene, abbiamo un solo avversario: l’astensione.  Serve una mobilitazione forte dobbiamo spiegare quanto sia importante questo voto per cambiare.
Dateci e datemi i vostri 10 giorni di impegno”, ha detto Fitto con una inusuale foga.
Molte forte l’intervento di Meloni.
“Ci serve il popolo, questa campagna deve portare la Puglia dal ricatto al riscatto. Liberata dallea clientela e dalla burocrazia: io sogno per questa terra un futuro di lavoro, di ragazzi che non scappano”.
La leader ha citato le infrastrutture ferme. L’alta velocità Bari Napoli, il raddoppio della tratta Lesina Termoli, il Gino Lisa.

Attacchi anche sul bando turistico Muslim Friendly. “Non si può avere una classe politica che schifa la nostra identità. Noi veniamo definiti razzisti e disumani ma se ci fossimo noi al governo che se ci fossimo noi non ci sarebbero quelle baraccopoli. Alla Ministra Bellanova dico che non servono sanatorie per combattere il caporalato. La prima cosa da fare è difendere il prodotto italiano”.
Ci mette dentro tutto nel suo comizio Giorgia Meloni e poca importa che le competenze non siano regionali. Dal Tribunali chiusi al reddito di cittadinanza. Per poi arrivare alla Sanità. “La Sanità pugliese con l’emergenza Covid ha mostrato il più tasso di mortalità più alto, ha fatto meno tamponi e serviva più tempo per ottenere i risultati. I cittadini pugliesi hanno pagato 100mila euro un signore che è stato spacciato per tecnico e che invece sta facendo campagna elettorale. Una campagna indegna ai malati di tumori. Chi ha fornito i dati segreti e sensibili? Qualcuno le responsabilità dovrà assumersele”.

Libertà è stata la parola più usata dalla politica romana. “Noi vogliamo costruire una terra di libertà e merito, bisogna avere il coraggio di metterla nelle mani di chi ha dimostrato di amarla. Da un lato c’è chi ha tentato la carriera nazionale è stato cacciato ed è tornato in Puglia, dall’altra un vicepresidente di gruppo europeo che ha scelto di ritornare nella sua regione per liberarla da clientela ricatti, immobilismo. Uno non vale uno se prendi un passante e gli fai fare il ministro ti ritrovi l’Azzolina“.
L’appello finale è accorato. “Se volete votare per interesse votate il centrosinistra, se per rabbia ci sono i 5 Stelle, ma se vi muove l’amore il voto giusto è Fratelli d’Italia e Fitto”.



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