Cerignola, il Pd insorge dopo il focus del Corriere sulla mafia. “Il crimine esiste ma ricostruzioni mediatiche assurde”

I dem dopo l’approfondimento del giornale. “Attribuire la nomea di città totalmente criminale è qualcosa di inaccettabile”

“Pur essendo del tutto evidente l’esistenza di problematiche di natura criminale, sono assurde le ricostruzioni mediatiche che sostengono che un residente a Cerignola su due sia un pregiudicato”. È questa la dura risposta del Partito Democratico di Cerignola all’articolo apparso sul Corriere della Sera che dipinge la città come un territorio abitato da cittadini criminali. 

“Nessuno intende negare la presenza della criminalità, anche organizzata, a Cerignola – si sottolinea – ma qui sono anche presenti realtà molto produttive fatte di persone oneste che rifiutano questo marchio d’infamia di origine prettamente mediatica. Il PD si schiera convintamente dalla loro parte, che è la parte della legalità, del lavoro e del rispetto delle regole”.

“Cerignola è una città difficile, ma attribuirle la nomea di città totalmente criminale è qualcosa di inaccettabile. Ciò che duole constatare è che questo meraviglioso territorio, ricco di storia e di cultura e che ha dato i natali a una persona come Giuseppe Di Vittorio, che tanto ha fatto per i lavoratori non solo meridionali ma di tutto il mondo, venga sporcato non solo da una criminalità spietata e assassina, ma anche da un tipo di inchiesta mediatica la cui unica preoccupazione è la caccia allo scoop a tutti i costi, disinteressato all’analisi imparziale e completa di una realtà complessa e articolata quale è quella cerignolana. Ciò che serve è lavorare tutti insieme per sconfiggere il cancro della criminalità organizzata: per esempio, aumentando il numero di uomini delle forze dell’ordine preposte al controllo del territorio; promuovendo iniziative culturali che sottraggano terreno alle mafie coinvolgendo scuole, associazioni e tutte le componenti sane del tessuto sociale locale; favorendo politiche che contrastino il lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera straniera nei campi; ideando nuove misure a sostegno delle imprese sane del territorio e rafforzando quelle già esistenti. Queste sono le battaglie da condurre! Qui vive gente per bene e onesta che, ogni giorno, lavora e s’impegna per valorizzare una terra bellissima. I cerignolani sono tutt’altro che arrendevoli di fronte alla criminalità organizzata, e non staranno di certo zitti di fronte a chi li dipinge come malfattori o come conniventi”. Leggi l’articolo del Corriere, clicca qui





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