Gara per la manutenzione al Policlinico di Foggia, accuse dei sindacati: “Macelleria sociale, 15 famiglie a rischio”

“Il Policlinico Riuniti di Foggia ha indetto una gara per la manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli impianti elettrici dei presidi di sua competenza. Una gara che sta dimostrando al mondo intero che il management non considera le norme (nazionali e regionali) poste a tutela della continuità lavorativa di quegli operatori che, da oltre dieci anni, seguono questo servizio specifico”.

Lo dichiara con una nota il sindacato Usb della Capitanata. “Nel bando, infatti – spiega il coordinatore, Santo Mangia -, non è prevista la clausola di salvaguardia cosi come avviene in tutti i bandi di gara in cui vi è l’utilizzo di personale per lo svolgimento di quel dato servizio.

Le motivazioni poste alla base di questo ‘non provvedimento’ è che la legge 50/2016 (art.50) non prevede la clausola di salvaguardia in quanto l’importo complessivo del costo del lavoro è inferiore di oltre il 50% del costo complessivo dell’appalto. Evidentemente chi ha redatto il bando o non ha saputo leggere correttamente tale articolo (art.50 legge 50/2016 ‘codice degli appalti’) oppure ha altre mire a noi sconosciute, infatti l’articolo citato prevede una ‘particolare attenzione’ là dove il maggior costo dell’appalto è quello della manodopera ma non dice che si debba escludere detta clausola nelle altre situazioni”.

“Da non dimenticare, inoltre – aggiunge -, che il Policlinico di Foggia è un ente di diretta emanazione della Regione Puglia ed in quanto tale è tenuta ad inserire la cosiddetta clausola di salvaguardia in ogni bando di gara dove si prefiguri un cambio d’appalto. Di certo chi ha redatto il bando non ha tenuto in nessuna considerazione la macelleria sociale che ha innescato con 15 famiglie che rischiano di rimanere senza reddito e molte di loro hanno come unica fonte di reddito il lavoro che da oltre dieci anni svolgono all’interno dei presidi di competenza degli OO.RR”.

“Per questo motivo – concludono – abbiamo chiesto alla direzione generale di annullare il bando di gara o, in subordine, integrare il bando inserendo la clausola di salvaguardia a tutela dei lavoratori interessati. Non si può tornare indietro a quando ogni cambio d’appalto era un massacro per i lavoratori, la dignità ed i diritti dei Lavoratori non possono essere schiacciati da dirigenti supponenti che fanno carta straccia di norme nazionali e regionali.





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