Scalfarotto presenta la squadra foggiana, in campo i renziani Cassitti, Di Gioia e Lombardi. “Basta populismi, vogliamo Puglia europeista”

“Noi vogliamo portare aria fresca, i nostri dirigenti non appartengono al circuito chiuso e autoreferenziale, anche la mia candidatura, per la prima volta un foggiano a Bari è una novità che non significa solo aprire una stanza geograficamente”

Il candidato presidente della Regione Puglia Ivan Scalfarotto, che corre con i 3 partiti Italia Viva, Azione e Più Europa, ha presentato oggi in due bar di Foggia tre candidati della lista renziana: l’attrice di Monte Sant’Angelo Angela Lombardi già consigliera provinciale e delegata alla Cultura del presidente Nicola Gatta eletta a Palazzo Dogana con i civici di Rosario Cusmai, la giovane Marina Di Gioia, nipote dell’ex parlamentare socialista Lello Di Gioia e Saverio Cassitti, socialista anche lui ex consigliere comunale ed ex delegato alle Politiche Abitative nello scorso mandato del sindaco di Foggia Franco Landella.

“Abbiamo un approccio innovativo, stiamo facendo sul serio”, ha detto in esordio il parlamentare renziano originario di Foggia. “All’inizio qualcuno diceva che si trattava solo di una candidatura di disturbo, invece così non è, il nostro è un doppio esercizio: raccogliere consensi per strutturare delle reti e misurarci contro il sovranismo di Fitto, la decrescita infelice di Antonella Laricchia e il populismo istituzionale di Michele Emiliano. Per noi le elezioni non saranno un punto di arrivo, ma saranno un punto di partenza per costruire una rete e la classe dirigente di domani. I nostri volontari sono i militanti di domani. Chi sta con noi non cerca solo un posto in lista ma un ingaggio per il futuro”, ha argomentato Scalfarotto ringraziando gli “eroici coordinatori provinciali”, Rosa Cicolella e Aldo Ragni seduti al suo fianco.

Ogni lista avrà il rispetto dell’alternanza di genere: un uomo e una donna, con le donne ad occupare il posto di capolista.

La presenza di Lello Di Gioia al bar conferma la trazione socialista di Italia Viva, che fa gruppo in Senato con Riccardo Nencini: Scalfarotto ha l’ambizione di raccogliere questa eredità in Puglia, dove i socialisti sono divisi e frastagliati nei diversi accampamenti. “I nostri partiti hanno una loro specificità, sono partiti europeisti che rifuggono le sirene anti imprenditoriali. Noi siamo per una Puglia non populista, ma pragmatica e, appunto, europeista. Rivendico la nostra coerenza, Emiliano corre con 14 liste: diventa difficile dire cose sensate. Non essere stati capaci di calendarizzare la legge sulla doppia preferenza lo testimonia. Noi che presentiamo un uomo e una donna, diamo uno schiaffo e riusciamo a compensare l’assenza di donne nelle loro liste”.

Tanti i temi toccati da Scalfarotto nella conferenza del bar vicino al Parco San Felice.  Dalla sanità, dal “modello organizzativo sballato”, con una “spesa sanitaria che non è diminuita” e pochi studi diagnostici allo sviluppo imprenditoriale che manca.

“Se quando è nato il Conte 2, ci avessero detto che il premier sarebbe stato Alessandro Di Battista noi avremmo rifiutato, perché lui rappresenta dentro quel mondo pentastellato il massimo del populismo. Ebbene, Emiliano è il Di Battista della Puglia. Ha sostenuto tesi complottiste sulla Xylella, ha attaccato il PD del governo Renzi in tutti i suoi programmi. La maggioranza che c’è a Roma si ripropone identica solo in Liguria: PD e 5 Stelle non vanno insieme in nessuna parte tranne che in Liguria. La nostra candidatura non è contro qualcuno, ma per una Puglia progressista che non guarda agli sciamani e consente ad un pezzo di Puglia che sarebbe stata assente di essere nella partita”.

Bordate anche al Pd provinciale di Capitanata, la cui politica è “autoreferenziale”, secondo Scalfarotto. “Una donna che ha i voti non la candidano proprio per proteggere qualche uomo”, ha evidenziato ricordando il caso Gentile. “Noi vogliamo portare aria fresca, i nostri dirigenti non appartengono al circuito chiuso e autoreferenziale, anche la mia candidatura, per la prima volta un foggiano a Bari è una novità che non significa solo aprire una stanza geograficamente”.

Dal canto loro i candidati si sono detti orgogliosi della sfida. “Quando mi è stata proposta la candidatura ho accettato con grande gusto e soddisfazione perché è un partito nuovo e giovane, sono entusiasta, ambisco a diventare consigliere regionale. Sono stato delegato alle Politiche abitative con Landella, ma avevo poteri molto ridotti. La gestione viene fatta e dall’Arca e dal Comune il sindaco cerca di fare bella figura con le assegnazioni lo stesso l’Arca, in tutto questo c’è qualcosa di buono: le famiglie stanno usufruendo di case, se c’è una sfida tra gli schieramenti è buono”, ha rilevato Cassitti a l’Immediato.





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