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Home - Regionali 2020, Elena Gentile verso la candidatura nel Pd salentino. “Giocherò fuori casa per Emiliano, io rispetto le regole”

Regionali 2020, Elena Gentile verso la candidatura nel Pd salentino. “Giocherò fuori casa per Emiliano, io rispetto le regole”

Di Antonella Soccio
6 Agosto 2020
in Politica
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Il segretario provinciale del Pd di Lecce, dopo il successo dell’appello della consigliera di staff di Michele Emiliano Titti Caterina de Simone, ha proposto ad Elena Gentile, esclusa dalle liste dem di Capitanata, di correre in Salento. Saranno ora gli organismi provinciali, direzione e assemblea, a decidere.

Abbiamo intervistato l’ex europarlamentare ed ex assessora regionale al Welfare per saperne di più.

Gentile, sarà candidata in Salento? Ha accettato?

Allora io ho avuto questa proposta, mi hanno chiesto di candidarmi lì, li ho ringraziati perché era il minimo sindacale, che potessi fare. Per me è un onore. Un onore, che diciamo mette ancora di più in rilievo il fatto che non sono una candidata di un territorio pur piccolo come quello di Cerignola, come qualcuno ha fatto intendere tra i dirigenti del Pd della provincia di Foggia. Sono nata a Cerignola, vivo a Cerignola, ma penso di rappresentare l’intera provincia almeno, se non tutta la regione. La conferma di questo è il successo di quella petizione popolare che io non ho sollecitato e le migliaia di messaggi che ho ricevuto. Ho fatto l’assessore regionale, sono stata europarlamentare: sono andata oltre la Puglia. La pezza a colore della signora Azzarone è ridicola, quando sostiene che il circolo della mia città ha votato per un’altra candidatura. Io non rappresento solo Cerignola, non rappresento un territorio locale, ma tutta la provincia e la regione. E dico di più, questo è stato un femminicidio politico, ipocritamente hanno fatto la battaglia per la doppia preferenza e nella sostanza escludono una donna.

Non è ancora più grave che ad essere esclusa sia proprio una donna?

Certo, una donna che ha consenso la escludi e fai la dichiarazione per la doppia preferenza: sono anche ingenui nel loro fraseggio politico. Tutte le altre liste vanno a caccia di chi almeno teoricamente possa assicurare consenso e nel Pd si tengono fuori i candidati con consenso, si tiene fuori una che nel bene e nel male un po’ di consenso ce l’ha. In questo stesso partito, con queste stesse persone io ho totalizzato 9.800 alle Europee. Con un partito che non mi ha sostenuto. O meglio una parte del partito non mi ha sostenuto, cioè Piemontese, Campo, Azzarone e Bordo. Loro hanno fatto votare per Pina Picierno. Ebbene, nonostante loro io ho preso 10mila voti. Il 90% a preferenza unica, solo qualcuno ha votato anche Paulucci. Non mi hanno consentito di fare una iniziativa, non me l’hanno fatta fare. Deduco che il risultato delle europee sia un mio consenso personale, ottenuto anche fuori dal partito. Non tutto il partito è schiacciato su di loro. Ora pur considerando che forse non saranno 9800, non saranno mila 5mila, ma 4mila, che fai? Questi voti li perdi? In una competizione che non è scontata? Dove hai già Leo Di Gioia, Napoleone Cera e altri pezzi della coalizione del 2015 che non votano per Emiliano? Inoltre la candidatura di Riccardi qualunque sia il campo in cui giocherà, toglie voti al Pd. Non siamo di fronte ad un listino bloccato, è un rischio che si corre con le preferenze.

Questo è vero, ma a maggior ragione oggi, la sua candidatura non poteva essere più “utile”, proprio per allargare il campo, in una lista del presidente o nella lista di sinistra?

Sono sempre stata di questa opinione: vengono prima lealtà e la correttezza nei confronti di un partito, per il quale sono stata candidata. Rispetto le opinioni di tutti, ma come si fa a cambiare lista ad ogni giro?

Ma per lei sarebbe stata questa la prima volta…

Sono negli organismi nazionali del partito, posso io fare questa figura dopo una onorevole carriera, sotto la bandiera del Pd? Forse sarò fuori moda, ho questa visione romantica, ma non potevo lasciare la mia bandiera.

I renziani di Scalfarotto l’hanno chiamata?

Faccio fatica a non ricordare chi non mi ha chiamato, per esprimermi solidarietà, tutti hanno apprezzato il mio lavoro, ho avuto manifestazioni di solidarietà anche nel centrodestra.

Crede che questa vicenda possa mettere in cattiva luce il Pd di Capitanata?

Credo che la figura peggiore la facciano loro, Campo, Bordo e Azzarone fanno una pessima figura, non so se questo possa avere un rinculo elettorale, c’è gente che ha votato Pd perché c’ero io: è gente che non è del Pd, non ha la tessera del Pd, sono elettori, uomini e donne che hanno visto in me un punto di riferimento. Io voterò Pd per coerenza, ovviamente non darò la preferenza a nessuno, anche perché nessuno ha avuto il coraggio tra i candidati di esprimersi, sono controllati a vista dal quartetto Cetra: nessuno ha avuto il coraggio di essere libero, a differenza degli altri compagni pugliesi.

Tornando a Lecce, che farà? Quella è una lista molto più competitiva di quella di Capitanata, con campioni di preferenza del calibro di Blasi e Capone.

Io li ho ringraziati come era giusto e doveroso che fosse e ho dichiarato la mia disponibilità. Guarda caso dove sono forti non hanno paura dei voti in più e di una opinione pubblica che può rispondere diversamente: giocherò fuori casa. Ho dichiarato la mia disponibilità, non potevo fare altrimenti; se uno ti invita a casa sua, che fai? Non accetti? È chiaro che dico sì. Sono una persona d’onore, ho firmato un patto con gli altri candidati alle Primarie e sono e resto nella coalizione. Ho firmato un patto ed Elena per quanto possa sembrare ribelle, è rispettosa delle regole, sono gli altri che non sono rispettosi delle regole. Nella mia provincia, che è Foggia, farò votare Emiliano, e chi vuole per il Pd.

Tags: Elena GentilePd di CapitanataPd di Lecce
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