Regionali 2020, come cambia Forza Italia se torna Leo Di Gioia. Le strategie e la resistenza di chi è contro

La lista di Fi appare più competitiva, gli assetti sono cambiati. Tra qualche giorno anche Michaela Di Donna, dopo tanto peregrinare invano, potrebbe comunicare di correre nel partito

“Sono serenissimo. Nulla mi infastidisce. Vivo serenamente la mia vita. Scopriremo solo vivendo se qualche forzista voterà per il ritorno dei civici”. Il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta non è preoccupato dal possibile ritorno di Leo Di Gioia in Forza Italia, in virtù dell’accordo nazionale stipulato da Maurizio Lupi di Noi con l’Italia con Antonio Tajani.

Di Gioia correva nel Pdl quando nel 2010 si candidò alla Regione, da assessore provinciale al Bilancio. Una presenza in Consiglio regionale che lo traghettò prima nel gruppo interforze trasversale con Cecchino Damone e Fabiano Amati e poi tra i civici di Mario Monti insieme al riferimento ciellino Mario Mauro nel listino bloccato del 2013, per finire poi nella maggioranza di Nichi Vendola da assessore al Bilancio. Il resto, il vissuto emilianista da assessore all’Agricoltura, è storia nota.

Parallelamente gli altri riferimenti nazionali di Comunione e Liberazione transitavano con Angelino Alfano nella meteora del Nuovo Centrodestra, alcuni moderati furono anche sedotti da Matteo Renzi e dal Pd, come Pierferdinando Casini e Beatrice Lorenzin. Non Lupi travolto dallo scandalo del rolex quando era ministro ai Trasporti.

L’ala destra di quel mondo cattolico, con Giannicola De Leonardis in testa, è approdata attraverso Fitto nei Fratelli d’Italia, quella più centrista è tornata in Forza Italia, segnando così la fine del civismo.

Che ne sarà adesso di Leo Di Gioia? Cl e Compagnia delle Opere lo seguiranno? “CL non esiste più, prima era impressionante con Formigoni, ora è un mondo disciolto, è rimasto solo il braccio operativo della CdO e qualche struttura benefica come il Banco Alimentare, ma molti iscritti alla Cdo sono iscritti anche ad altre organizzazioni datoriali. Se il ritorno è fatto con l’occhio alle prossime Politiche è tutto da vedere, perché con la riduzione dei parlamentari e il possibile proporzionale, non esiste più la sicurezza del listino. Serviranno anche alle politiche le preferenze”, dice un ex amico di Di Gioia.

È soddisfatto dell’operazione politica di Tajani il coordinatore provinciale azzurro Raffaele Di Mauro. “Quella di Forza Italia è una strategia molto ampia – spiega a l’Immediato -; il rientro di Leo Di Gioia nell’alveo di FI dipende dall’accordo di Noi con l’Italia di Lupi, e a cascata con tutti i suoi riferimenti locali, rappresenta la volontà di Forza Italia di ricongiungersi con le aree valoriali dei moderati, dei liberali, dei cattolici, dei conservatori, che ritrovano la loro solida casa con Berlusconi. Il rientro di Di Gioia si incastra in questo progetto, ma non finirà qui perché la lista di Forza Italia darà merito ai territori, sarà molto forte e competitiva, stiamo cercando nomi nuovi anche nell’Alto Tavoliere, a San Severo e a Lucera, dove si vota anche per amministrative. Forza Italia in questo momento di sbandamento politico è un approdo sicuro”.

In questi anni non tutti i ragazzi azzurri avevano seguito Leo Di Gioia nel suo attraversamento a sinistra. E di certo nel suo ritorno a destra Di Gioia potrebbe perdere molto elettorato di sinistra.

Accanto a chi come il penalista Mario Aiezza lo aveva seguito in Emiliano Sindaco di Puglia ce n’erano tanti, che con lui avevano partecipato alle scuole politiche del Pdl, che hanno scelto altre strade. Salvatore De Martino è oggi capogruppo in Consiglio comunale della Lega, Pasquale Rignanese, delegato alla Pubblica illuminazione dell’amministrazione Landella, è rimasto saldamente in Forza Italia. Proprio quest’ultimo mostra insofferenza per il suo rientro.

“Non ho condiviso la scelta del partito di candidarlo nelle liste di FI, non sosterrò mai chi ha girato mille partiti passando da destra a sinistra e facendo una comparsa al centro per mero opportunismo politico! – dice senza mezzi termini -. Per non parlare del fatto che ha distrutto l’agricoltura in Puglia sostenendo Emiliano e avendo ricoperto l’incarico di assessore regionale con Vendola con i voti del centrodestra! Ho sbagliato una volta avendolo sostenuto nella sua prima campagna elettorale nel 2010 quando fu eletto con il Pdl in consiglio regionale grazie anche al mio sostegno”.

Intanto a San Severo è ancora incerto sul da farsi Fernando Caposiena. “Vorrei votare Forza Italia, ho tanti amici che si candidano nella mia città, vedremo”. Non sarà della partita questa volta sua figlia la pasionaria Rosa Carolina Caposiena, secondo i rumors avrebbe siglato un patto con il sindaco di Apricena Potenza per sostenere Paolo Dell’Erba nella lista del pumo di Fitto.

Ad ogni modo la lista di Forza Italia dominata da Gatta, con gli innesti di Di Gioia, Napy Cera e Costanzo Di Iorio appare oggi molto più competitiva, gli assetti sono molto cambiati. Tra qualche giorno anche Michaela Di Donna, dopo tanto peregrinare invano, potrebbe comunicare di correre in Forza Italia.

C’è chi giura che gli azzurri faranno anche meglio dei due partiti di destra col vento in poppa, Fratelli d’Italia e Lega. Gli osservatori fanno qualche calcolo: se l’affluenza sarà bassa, sotto il 50% -40%, mancherà il voto di opinione sovranista salviniano e non solo e quindi Forza Italia potrebbe anche prevalere avendo una lista di cavalli di razza, assai più competitivi dei leghisti e dei meloniani.





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