Fuoco amico in Consiglio comunale per Landella. 4 meloniani guidati da Bruno Longo votano contro il programma Tonti

Le frizioni in ogni caso nella maggioranza sono numerose: Franco Landella dopo aver ricevuto un altro niet per l’ingresso in Lega della campionissima Michaela Di Donna, sta tentando di nuovo la strada dei Fratelli d’Italia, dal momento che il pumo di Fitto per Landella è poco allettante.

Quattro consiglieri dei Fratelli d’Italia, Bruno Longo, Liliana Iadarola, Gino Fusco e Erminia Roberto, sono ormai una spina nel fianco per l’amministrazione Landella e per le varie municipalizzate, Ataf in testa, presieduta da Giandonato La Salandra. Oggi i meloniani hanno votato contro in un’aula senza opposizioni, fatta eccezione per i due pentastellati e qualche piddino cane sciolto. Solo Ciccio D’Emilio resta fedele a Landella.

“Abbiamo votato contro perché il programma Tonti è viziato di illegittimità ed illegalità. Ma anche perché girano troppe promesse”, confida a l’Immediato Longo, che ha lungamente dibattuto sulla lottizzazione in zona Deu con l’ingegner Paolo Affatato.

Le frizioni in ogni caso nella maggioranza sono numerose: Franco Landella dopo aver ricevuto un altro niet per l’ingresso in Lega della campionissima Michaela Di Donna, sta tentando di nuovo la strada dei Fratelli d’Italia, dal momento che il pumo di Fitto per Landella è poco allettante.

Ma è chiaro che i meloniani venderanno cara la pelle, già dimostrando un fuoco fortissimo in Comune. Non c’è altra strada che Forza Italia per Michaela, che si appresta a correre in una lista molto competitiva con big di tutto rispetto: l’uscente Giandiego Gatta, il centrista Napy Cera e Leo Di Gioia assai entusiasta del suo ritorno nel centrodestra dopo 8 anni di transizione nel centrosinistra di Vendola ed Emiliano e il militare Costanzo Di Iorio.

L’interrogazione del consigliere comunale della fiamma tricolore di Meloni del Comune di Foggia Bruno Longo che chiede di sapere se fosse vero che i costi dell’internalizzazione del servizio tributi dal 20 settembre 2019 al 21 gennaio 2020 siano stati pari a circa 600.000 euro e se non vero a quale cifra corrispondessero ha molto infastidito gli uffici. Il dirigente Carlo Dicesare è pronto a smontare le sue analisi punto per punto. Secondo Longo i costi dal 21 gennaio 2020 ad oggi ed in previsione dell’affidamento alla ditta Andreani per l’espletamento del servizio di riscossione dei tributi per il periodo di 8/12 mesi, corrisponde a circa 1,5 milioni di euro. A detta del consigliere ci sarebbe un mancato recapito degli atti di accertamento ai circa 3.700 contribuenti, che si sarebbero visti, per incuria o scienza, prescritti i loro debiti verso la pubblica amministrazione.





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