Caos assunzioni Oss all’Asl di Foggia, vincitori di concorso rinviati al 2022. “Situazione assurda, faremo ricorso”

“Questa anomalia si è verificata solo qui, addirittura da altre parti, a Taranto per esempio, stanno assumendo 30 persone in più rispetto al fabbisogno”

È caos sulla delibera dell’Asl di Foggia per l’assunzione dei vincitori del maxi concorso regionale per operatori socio sanitari. Il nodo della contesa sollevato da centinaia di vincitori esterni che hanno optato per l’azienda sanitaria foggiana riguarda la decisione del management di ‘spalmare’ le assunzioni nel triennio 2020-2022.

Promettono battaglia e a l‘Immediato preannunciano una serie di ricorsi e denunce. “Non si possono scaglionare le assunzioni in 3 anni, c’è gente che piange ed è disperata – spiegano alcuni di loro, costantemente in contatto in una chat che al momento conta 150 persone -, questa volta hanno fatto davvero il massimo. Noi siamo vincitori di concorso, non idonei, e dobbiamo essere assunti subito, non fra due anni. Non ci sono indicazioni nemmeno sul periodo di riferimento delle assunzioni negli anni successivi. Peraltro, non avevamo nessuna notizia sulla decisione dell’Asl di spalmare le assunzioni al momento dell’opzione, ad aprile scorso, altrimenti avremmo preso in considerazione altre aziende della Puglia. In ogni caso, non c’è discussione possibile: i vincitori devono essere assunti nel 2020. Questa anomalia si è verificata solo a Foggia, addirittura da altre parti, a Taranto per esempio, stanno assumendo 30 persone in più rispetto al fabbisogno“.

Nell’atto del direttore generale Vito Piazzolla, preparato dal responsabile delle Risorse umane Felicia Minischetti e dal funzionario Rita Gallo, si fa riferimento ad una comunicazione fatta dall’Asl al Policlinico Riuniti di Foggia (che ha gestito il concorso), del 18 dicembre 2019, in cui viene comunicato il seguente fabbisogno: 123 posti nel 2020 (di cui 29 interni), 125 nel 2021 e 134 nel 2022, per un totale di 382. Una iniezione di personale in grado di fronteggiare la “ grave carenza di personale appartenente al profilo professionale di Operatore Socio Sanitario per il quale risultano in servizio 59 unità a tempo determinato, assolutamente insufficienti a garantire tutte le necessità assistenziali”.

Bene. Perciò la Regione Puglia, nel 2016, aveva assegnato 17,5 milioni di euro per coprire i posti vacanti in dotazione organica, a valere sul Piano di fabbisogno triennale comunicato dalla stessa Asl per il periodo 2019-2021. Solo che la comunicazione delle esigenze assunzionali è stata fatta a febbraio del 2020, nonostante l’avvio delle procedure del ‘concorsone’ regionale per 2445 assunzioni risalga al 2018 (dunque, tecnicamente, le assunzioni dovrebbero valere per il triennio 2018-2020). Ancora, non si spiega il motivo del rinvio fino al 2022 visto che i posti a concorso sono inferiori al fabbisogno (per questo alcune aziende stanno chiedendo ulteriori nominativi per le assunzioni).

Sempre sul fronte assunzioni, appare incomprensibile infine la scelta effettuata dalla stessa azienda guidata da Piazzolla di far riferimento ad una graduatoria dell’Asl di Lecce per il concorso da Biologi, senza considerare la graduatoria esistente al Policlinico di Foggia. Il governatore Michele Emiliano sarebbe stato informato sulle questioni e proverà nei prossimi giorni a mettere una pezza al ‘pasticciaccio brutto’ di via Michele Protano.





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