Summer Park, eventi a Parco San Felice per un “ritorno alla relazione”. E Volpe lancia l’idea per superare “la roulette russa dell’avviso pubblico”

Lavanna, Monti Uniti: “Usciamo da un periodo difficile per il settore artistico in particolare, ecco perché abbiamo aiutato le realtà teatrali che ci hanno presentato una richiesta di sostegno”

È un ritorno alla relazione quello della Summer Park 2020, la rassegna di eventi estivi promossi da Parcocittà in collaborazione con la Fondazione Monti Uniti di Foggia, che ha deciso di sostenere il Coordinamento di Teatri indipendenti foggiani, composto dal Teatro dei Limoni, Compagnia Palcoscenico, Piccola Compagnia Impertinente e Teatro della Polvere. Cinema, teatro, eventi, attività nell’ambito di Inclusiamo. Dopo i mesi di lockdown e la querelle col Comune di Foggia per la scadenza della convenzione, Parcocittà riparte con una grande programmazione di appuntamenti culturali. Questa mattina il cartellone è stato presentato dall’animatrice Rita Amatore, dal componente del CdA dei Monti Uniti Roberto Lavanna, dal prof Giuliano Volpe, presidente della Fondazione Apulia Felix e da una delle operatrici culturali che in questi anni hanno lavorato al progetto di Parcocittà, Simona Padalino.

Questo è uno dei pochi posti in cui si possono organizzare iniziative all’aperto in piena sicurezza. Ogni cittadino che ha voglia di rivedersi e di stare in compagnia può venire a Parcocittà”, ha detto Amatore, rimarcando come lo spazio interno a Parco San Felice sia servito anche al mondo della scuola grazie alla rete educativa Penelope. “Siamo veramente molto orgogliosi di aver riaperto dal 15, abbiamo fatto molta fatica a riaprire come tutte le aziende. Avere una stagione di qualità significa non perdere il contatto con la realtà”.

La Fondazione è stata sin dall’inizio al fianco di Parcocittà. Noi non eravamo nella compagine iniziale ma siamo stati al fianco, abbiamo contribuito alla infrastrutturazione e a tanti spettacoli, anno dopo anno. Usciamo da un periodo difficile per tutti e per il settore artistico in particolare, ecco perché abbiamo aiutato le realtà teatrali che ci hanno presentato una richiesta di sostegno. Si tratta di spettacoli bellissimi e di altissima qualità che avranno un ingresso gratuito per rendere popolare il teatro. Aiutiamo Parcocittà, ma come Fondazione abbiamo fatto molto altro nel lockdown, dagli insediamenti per i migranti all’associazionismo e all’attività contro il contagio. Adesso abbiamo distribuito dei libri nelle carceri, negli ospedali e negli insediamenti per immigrati. Parcocittà rappresenta un fiore all’occhiello di Foggia e un riscatto culturale oltre che un presidio di legalità di cui questa città ha tanto bisogno”, è stato il commento di Lavanna della Fondazione dei Monti Uniti.

Dal professor Volpe è arrivata una possibile soluzione per il rinnovo della convenzione. Tante persone ci dicevano che Parcocittà sarebbe durato un mese, che sarebbe stato uno spreco di soldi, invece si è fatto ed ha funzionato. Io sto svolgendo la funzione di consulente del ministro Franceschini per la valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico. E stiamo lavorando per stringere rapporti tra scuola e valorizzazione del patrimonio. C’è un progetto sulla povertà educativa per il quale invito Parcocittà a partecipare. In un momento in cui il turismo avrà problemi, sarà necessario offrire opportunità per produrre attività culturali di prossimità. Avere spazi come Parcocittà è una grande opportunità; le scuole stanno ricercando spazi per la didattica e sarebbe bello vederla qui, come educazione all’ambiente e alla legalità. Noi vogliamo che i bambini si sentano a casa in un museo. L’aula deve essere uno spazio educativo aperto alla città. Quello che presentiamo è un programma estivo con la sua articolazione, senza atteggiamenti elitari o iperpopulisti, una proposta educativa matura. Non intendo provocare ulteriori polemiche sul futuro di questa realtà, ma mi sentirei di lanciare una sfida: si vada da un rapporto di convenzione ad un rapporto di partenariato pubblico/privato. Non più concessionario ma partner. E mi piacerebbe se entrassero Unifg, Accademia, Conservatorio e perché no, anche altri privati, come la Fondazione Monti Uniti. C’è spazio per tutti, l’importante è fare non l’interesse privato ma l’interesse pubblico”.

A l’Immediato l’archeologo ha spiegato che questa sua proposta non è stata ancora formalizzata al Comune di Foggia. Nessuno, ha rilevato, vuole bypassare l’avviso pubblico, cui ha pensato il sindaco Franco Landella, ma occorre specificare bene i criteri di selezione.

Tutto ciò che è avviso pubblico va bene, ma il riconoscimento per chi ha trovato risorse recuperate da un bando, non comunali e ha fatto investimenti privati, deve esserci. Senza poi contare l’investimento privato delle persone, che ci hanno messo mesi lavoro, mi auguro che tutto questo venga tenuto in considerazione”.

Oggi il nuovo codice degli appalti favorisce questa procedura per i beni comuni. “Può essere una soluzione innovativa ed efficace, che può superare la roulette russa dell’avviso pubblico: noi non vogliamo essere dei semplici concessionari ma dei partner perché questo è un luogo pubblico”.

L’idea piace a Lavanna. “Per noi conta che questo non si perda, anni di lavoro, di risorse pubbliche e private e il lavoro di tanti giovani e meno giovani. L’avviso pubblico è giusto, ma l’importante è che si ricordi il lavoro fatto e che questa realtà non venga meno, perché sarebbe un danno spaventoso”.

Anche perché secondo Volpe mandare tutto all’aria equivarrebbe a dare un vero e proprio disincentivo ad investire. “Chi investirebbe sapendo di poter perdere tutto? Sarebbe un segnale a non mettersi in gioco, un incentivo ad andare via da questa terra”.

Concordiamo con questa linea – ha concluso Amatore -; noi siamo partiti con un bando pubblico, il nostro lavoro è rispondere a bandi pubblici. Il bando non ci spaventa, se i criteri sono quelli della trasparenza e della valorizzazione di quello che è stato fatto. Abbiamo chiesto il rinnovo perché abbiamo tanti progetti contro la povertà educativa da portare a termine. L’Isola che c’è vedrà la nascita di un ludoparco, ma se non possiamo farlo nascere al Parco dove lo possiamo fare nascere? Il progetto non viene gestito in elite, ma da una intera comunità, valutata dall’Unifg”.





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