Parcocittà, petizione online in difesa dell’attuale gestione ma avanza il totonomi per il futuro degli spazi. Giuliani: “No club politici”

L’assessora alla Cultura: “Nessuno ha neppure provato a contattarmi, sono venuti da me solo gli emissari. La petizione è un atto di prepotenza, un’azione mediatica offensiva”

Nel momento in cui scriviamo, la petizione #parcocittànonsiferma, avviata da 230 esponenti della società civile foggiana che chiedono al Comune di Foggia che il lavoro dell’Ats che ha gestito sinora lo spazio interno a Parco San Felice, possa proseguire e che la convenzione sia rinnovata, è arrivata a 1265 firme.

Il gruppo di Rita Amatore e Katia Colella ha messo su una controffensiva molto determinata contro la decisione del sindaco Franco Landella di indire un avviso pubblico per individuare il gestore dello spazio pubblico. La convenzione della durata di 5 anni per l’anfiteatro e la struttura di servizio scade nell’autunno 2020 e già lo scorso febbraio il primo cittadino, con una comunicazione scritta, ha avvisato l’Ats di Parcocittà della volontà di andare a bando. Ogni rinnovo automatico è escluso per l’amministrazione.

Nella convenzione firmata dall’Ats, formata dall’associazione di promozione sociale Energiovane, l’Aquilone, Fondazione Apulia Felix e Cooperativa Monti Dauni Multiservice, in epoca Gianni Mongelli, si prevedono dai 10 ai non più di 15 giorni di giornate per il Comune di Foggia e un canone del 3% per il Comune dallo sbigliettamento organizzato per le varie iniziative.

“Nessuno dei soggetti di Parcocittà ha neppure provato a contattarmi, sono venuti da me solo gli emissari. Sono molto avvilita da tutta questa situazione, la petizione è un atto di prepotenza, un’azione mediatica offensiva – dichiara una assai angustiata assessora alla Cultura, Anna Paola Giuliani a l’Immediato –. Chi sta dicendo che il bando non sia vinto dalla stessa Ats che oggi gestisce il bene pubblico? Negli ultimi anni il Comune di Foggia ha messo 7mila euro nelle varie iniziative, chi si è mai messo di traverso? Cosa dovevamo fare di più? Foggia Più Verde gratuitamente si occupa anche di quello spazio. So della convocazione di una riunione a Parcocittà con gli operatori culturali. Parcocittà non sarà mai sezione staccata di nessun partito dell’amministrazione. Del resto con me hanno sempre lavorato tutti, nessun colore escluso. Quello che sta accadendo è un polverone inutile, auspico il meglio per Parcocittà, che non appartiene solo al quartiere così come il Parco San Felice non appartiene solo a quel quartiere. Su un punto siamo tutti d’accordo: Parcocittà deve continuare a vivere, le sue luci saranno sempre accese, senza che sia un club politico. Quello che non vogliamo per gli altri non può andar bene per noi”.

Ma chi potrebbero essere i soggetti interessati a partecipare all’avviso pubblico? L’assessora ha già preannunciato che smentirà qualsiasi totonomi che sarà redatto. Eppure i tanti operatori culturali oggi impegnati in Villa nella programmazione estiva per bambini e ragazzi, si sono detti molto disposti a collaborare per una gestione di Parcocittà. Ha manifestato il suo interesse Franca Palese di Ipogei, che avrebbe voluto essere più coinvolta dagli attuali gestori.

Si è fatto il nome di Ester Fracasso, l’imprenditrice e animatrice di Libando, che potrebbe portare al Parco la cultura del cibo, con corsi e format culinari per bambini e soggetti disagiati, avendo anche uno spazio fisso per lo street food, da allargare a tutta l’area pubblica due volte all’anno.

Di certo col Covid anche i vari teatranti locali, che avevano costituito un coordinamento collettivo, potrebbero aver bisogno di maggior spazio sia per i laboratori sia per gli spettacoli, data la necessità di sanificazione degli ambienti.

C’è poi l’Accademia di Belle Arti, il cui direttore, l’artista e docente Pietro Di Terlizzi, ha sì firmato la petizione, ma con il progetto di Community Library alla Pinacoteca 900 ha perso gli spazi di didattica della palazzina dell’ex mercato dei Quartieri Settecenteschi. Non è escluso che Parcocittà possa diventare un laboratorio permanente di arte urbana pubblica e arte contemporanea.

Chi non è interessato alla gestione è il vocalist Micky Sepalone, che dichiara: “Non ho nessuna intenzione a partecipare all’avviso per Parcocittà, almeno per il momento non è una delle mie prerogative. Sto seguendo la bagarre, ma sia a destra sia a sinistra si eviti la propaganda politica in vista delle regionali, non aderisco alle polemiche e ai pettegolezzi. Strumentalizzare quello spazio è un atto vergognoso, io mi tiro fuori. Ben vengano attività future come quelle che si sono tenute. Sono del parere che il lavoro svolto da Peppino D’Urso e da Rita Amatore sia un buon lavoro da un lato, dall’altro non è giusto monopolizzare uno spazio della città. Che si dia spazio a tutti”.





Change privacy settings