Cinque volti, un solo vincitore. Inizia l’assalto al regno di Emiliano, tutte le liste e i posizionamenti dei candidati alla presidenza

Corsa alle elezioni del 20 e 21 settembre: Fitto, Laricchia, Conca e Scalfarotto sfidano il governatore in carica. Fermento in provincia di Foggia, ecco i nomi e gli schieramenti

Sarà una corsa a 5 per le regionali in Puglia del 20 e 21 settembre, a meno di improbabili colpi di scena che potrebbero arrivare dall’intervento del premier Giuseppe Conte e dal segretario nazionale dem Nicola Zingaretti, finora poco attivi in una moral suasion incrociata nei confronti di Matteo Renzi e della irremovibile e testarda pentastellata pugliese Antonella Laricchia. A Roma, si sa, si sta tentando di costruire l’alleanza governativa, tanto caldeggiata da Goffredo Bettini e Beppe Grillo, anche nelle regioni e in vista già del 2023.

Al momento però questa ipotesi è molto lontana, così come l’eventualità di una sostituzione di Emiliano, pertanto i candidati in corsa sono tre nell’alveo del governo giallorosso, con l’uscente governatore Michele Emiliano appunto sostenuto da Pd, sinistra con Leu, Verdi e gli altri movimenti e le sue civiche trasversali, la pentastellata Antonella Laricchia che presenterà anche una lista civica insieme a quella storica logata del M5S e il sottosegretario Ivan Scalfarotto sostenuto da Italia Viva, Azione e Più Europa.

Dall’altro lato il centrodestra riunitosi intorno al leader e dominus degli ultimi 5 lustri, Raffaele Fitto, voluto e imposto da Giorgia Meloni, con buona pace del Capitano e dei Salvini boys pugliesi.

In posizione indipendente e mediana l’ex pentastellato Mario Conca da Gravina di Puglia con la sua civica Cittadini Pugliesi, appoggiata dall’onorevole Antonio Tasso e da tutti i grillini delusi.

Ma vediamo nel dettaglio ciascun accampamento.

MICHELE EMILIANO

La divisione renziana potrebbe sottrarre pochi voti al governatore in carica, ma potrebbe creare disorientamento nell’elettorato. A differenza di Fitto, Emiliano non può contare su partiti solidi, fatta eccezione per il Pd. Le sue sono liste personali, cartelli elettorali creati dai portatori di consenso, Massimo Cassano e Alfonsino Pisicchio su tutti.

Sei o sette le sue liste: Pd con i candidati Raffaele Piemontese, Paolo Campo, Matteo Masciale, Annarita Palmieri, Guido de Rossi, Isabella Damiani e la cerignolana Cicolella, Senso Civico con Gino Giorgione, Francesco Sderlenga e Pino Lonigro, Popolari per la Puglia con Sergio Clemente, Antonio Squarcella, Loris De Luca e altri, Italia in Comune con Rosario Cusmai, Innocenza Starace, Paolo Prudente, Rosito, Giuseppe Pica, la Forza della Puglia verde e solidale con Giulio Scapato, CON e la Puglia per Emiliano.

RAFFAELE FITTO

L’europarlamentare ha dalla sua la forza di 3 partiti strutturati. Ai tre brand del centrodestra, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, si uniranno 2 o 3 liste civiche, con una molto performante dal nome semplice Fitto presidente, in cui potrebbero confluire anche i caroppiani (Vincenzo Riontino da Zapponeta ha già tolto il claim la Lega ci lega dalla sua copertina social).

In queste ore il candidato sta incontrando il sindaco Franco Landella. Appuntamento fissato a Bari alle 12. Fitto, tornato prepotentemente il capo del centrodestra pugliese, potrà fare e disfare nei partiti e nelle civiche.

Ieri, secondo indiscrezioni i vertici dei Fratelli d’Italia si sarebbero incontrati con lui per mettere una pietra tombale sulla lista meloniana, chiusa e composta da Giannicola De Leonardis, Bruno Longo, Ciccio D’Emilio, Marco Camporeale, Annamaria Fallucchi, Nunzia Canistro, Lello Castriotta, Ettore Orlando e Gianvito Casarella.

Fallucchi sarebbe stata inserita, con il placet del presidente della Provincia Nicola Gatta, per sbarrare ogni tentativo di ingresso di Michaela Di Donna. Fitto, stando ad alcuni rumors, avrebbe assicurato a Mauro D’Attis di non togliere la campionessa di consensi a Forza Italia, anche perché i suoi avrebbero minacciato di abbandonare in massa la lista dei FdI. Qualora non fosse eletta e risultasse di nuovo seconda, dopo l’avvocato sipontino Giandiego Gatta, sarebbe pronto per lei il ruolo di assessora regionale. Questi i patti, ma altri sono pronti a scommettere che Michaela l’avrà vinta ed entrerà tra i meloniani e che tutta la Foggia azzurra legata a Franco Landella voterà per la fiamma tricolore della politica della Garbatella portando il partito a percentuali importanti.

IVAN SCALFAROTTO

Il manager della City, che ha fatto dei diritti civili la sua battaglia politica principale, è alla ribalta con candidature di servizio e di testimonianza dai tempi dell’Ulivo. La sua prima apparizione sulla scena politica la si ritrova addirittura contro Romano Prodi in una delle prime competizioni primarie del Paese. Da lì l’ascesa in tandem con Pippo Civati, che abbandonò però subito Renzi, alla seconda o terza Leopolda. Scalfarotto invece le ha fatte tutte, l’ultima da protagonista, è lui infatti il coordinatore nazionale dei Circoli di Azione Civile. In Puglia viene scelto per contrastare l’odiato Emiliano perché la Ministra Teresa Bellanova dinanzi all’ipotesi di candidatura ha detto no.

Noto soprattutto in provincia di Foggia, stenta ad essere riconosciuto nel resto della Puglia se non per i diritti civili, tanto che Pinuccio ai microfoni di Telebari ha lanciato l’hashtag C’u canosc? Proprio per presentarlo al meglio Matteo Renzi è atteso a Bari il 4 luglio.

In Italia Viva si sta lavorando all’ipotesi di 3 liste, una di Italia Viva appunto, una di Azione e un’altra della società civile. Ma potrebbero anche essere solo 2, se non si dovessero trovare nomi disponibili all’impresa. I più convinti renziani sono certi di agguantare l’8%, ma già il 4% sarebbe un successo.

ANTONELLA LARICCHIA

Due liste per la pentastellata irriducibile, che si accinge a ripetere le esperienze di altri suoi colleghi candidati presidente alle regionali, che alla seconda edizione hanno visto il loro consenso dimezzato. Riuscirà a tenere ben saldo almeno il voto di opinione? Per la provincia di Foggia si gioca la rielezione la consigliera regionale Rosa Barone.

MARIO CONCA

Coerenza e passione sono le armi dell’ex pentastellato, cacciato dopo le Regionarie. In questi 5 anni in consiglio regionale si è fatto notare per la sua preparazione sanitaria. Emiliano ha tentato di portarlo a sé, ma lui ha preferito la strada solitaria. Con lui, oltre all’onorevole Tasso, lo zoccolo duro dei 5 stelle delusi, tutta la base ambientalista e più radicale. 

CIVICHE E NON SOLO

Nelle varie civiche si collocheranno Antonio Giannatempo, Leo Di Gioia che alcuni danno anche in trattativa per acquisire a livello regionale il simbolo dell’Udc di Lorenzo Cesa, l’attrezzatissimo Paolo Dell’Erba. In forse Angelo Riccardi, vittima dei veti incrociati dei due leader manfredoniani in difficoltà Campo e Gatta e ancora incerto se candidarsi col centrodestra o restare con Emiliano, che lo vuole fortemente nella sua CON.

Fa sorridere la diatriba familiare in casa Cera: mentre il padre Angelo è già nel centrodestra con Forza Italia, Napi temporeggia ascoltando le sirene dei Popolari di Massimo Cassano. Lo stesso dicasi per Massimiliano Di Fonso che dovrebbe essere rientrato nelle posizioni del sindaco Franco Landella, dopo l’amor fou per i pizzarottiani di Pippo Liscio e Rosario Cusmai.

Quanto a Forza Italia, si parla di una candidatura lucerina dell’ex sindaco Peppino Labbate, mentre il nome forte a Cerignola è Di Lernia.

Nella Lega i nomi sono noti da tempo anche se qualcuno è pronto a puntellare la lista: Joseph Splendido, Luigi Miranda, Marco Trombetta, le due quasi omonime Natale e Di Natale, Marianna Bocola, Cristiano Romani. Salvini sarà di nuovo presto in Puglia con un tour.





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