“C’era una volta? Espressione infelice, indagati non colpevoli fino a sentenza definitiva”. La Procura di Foggia precisa dopo gaffe della pg

“Non si intendeva in alcun modo esprimere valutazioni negative, di natura personale e politica, nei confronti dei soggetti sottoposti alle indagini preliminari, né anticipare l’esito del giudizio”

Un gioco di parole che ha creato non poche polemiche. “C’era una volta”, titolo dell’inchiesta di Procura di Foggia e Guardia di Finanza su Angelo e Napoleone Cera, ha scatenato la dura reazione dei legali dei due politici di San Marco in Lamis. Gli avvocati hanno parlato apertamente di una “caduta di stile” da parte degli inquirenti.

La risposta della Procura di Foggia non si è fatta attendere: “Con riferimento al comunicato stampa emesso da questo Ufficio in data 10 giugno 2020, si precisa quanto segue. L’espressione, certamente infelice, ‘C’era una volta’ — decisa ed utilizzata dalla polizia giudiziaria (come solitamente avviene) per denominare l’attività di indagine svolta — non intende in alcun modo esprimere valutazioni negative, di natura personale e politica, nei confronti dei soggetti sottoposti alle indagini preliminari, né anticipare l’esito del giudizio. Al contrario – concludono dalla procura –, come precisato nello stesso comunicato del 10 giugno, Angelo e Napoleone Cera (così come gli altri indagati) si presumono non colpevoli fino a sentenza definitiva”.