“Cera, c’è e ci sarà”, avvocati contro la Procura di Foggia: “Sconcertati per caduta di gusto e pregiudizio”

“Il malvezzo di intitolare indagini ed operazioni di polizia, che per la loro naturale delicatezza e, spesso, per risonanza mediatica, hanno un forte impatto – e non solo dal punto di vista giudiziario- sulla vita delle persone, con nomi che pretenderebbero di essere evocativi rispetto ai fatti oggetto di indagini non cessa mai di stupire, e in negativo”. Lo dichiarano gli avvocati di Angelo e Napoleone Cera.

“Leggere un comunicato stampa della Procura di Foggia intitolato ‘operazione C’era una volta’ – spiegano in una nota Francesco Paolo Sisto, Michele Curtotti e Pasquale Spagnoli -, con un gioco di parole tanto banale quanto poco rispettoso dei nostri assistiti, lascia davvero sconcertati sia per la caduta di gusto, sia per il pregiudizio insito in un titolo che vorrebbe relegare, per mano giudiziaria, i Cera al passato. Invece ‘Cera c’è’ e ci sarà”.

“Il pieno clima di campagna elettorale – proseguono -, anche per il rinnovo del consiglio regionale, corre il serio rischio, così operando, di diventare inutilmente incandescente, con una inutile tracimazione degli scopi dell’accertamento giudiziario nelle contingenze della politica.
E appare ancora più inspiegabile il ricordo, nel finale, della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, in perfetta, clamorosa rotta di collisione con la precedente comunicazione iperaggressiva degli inquirenti”.

“Ricordando che solo il contraddittorio, e nel giudizio, è la sede per acclarare la realtà dei fatti, ci limitiamo a rassicurare che i Cera si batteranno, strenuamente, per fare balenare la loro estraneità alle contestazioni, oltre che per esercitare i propri diritti nel rispetto delle leggi, non sottraendosi, come già accaduto, al contraddittorio nel processo, unico luogo deputato alla verifica delle ipotesi di accusa”.