“Meno container, più case”, nuove consegne a Foggia. Ma regna il malcontento per le abitazioni di via Lucera ancora vuote

Stando ad alcune segnalazioni di cittadini informati dei fatti almeno 10 appartamenti non sarebbero mai stati occupati. Perché?

È attivo da due settimane un controllo serrato sugli assegnatari delle ultime palazzine di Via Lucera a Foggia da parte dell’Arca Capitanata, consegnate agli aventi diritto circa un anno fa.

Stando ad alcune segnalazioni di cittadini informati dei fatti almeno 10 case non sarebbero mai state occupate. Il Comune dopo aver indicato i nominativi insieme all’Arca ha consegnato le chiavi, ma le famiglie non sono mai andate ad abitare, non hanno neppure fatto l’allaccio del gas. Case “vergini”, insomma. Ecco perché il presidente dell’agenzia regionale ex Ente autonomo, l’avvocato Denny Pascarella vuole vederci più chiaro e ha interessato della vicenda anche la nuova funzionaria del Comune di Foggia Rosanna De Nisi, che da alcuni mesi ha preso il posto di Ida Paranzino, ormai pensionata. Proprio De Nisi è una ex dipendente Arca, trasferita al Comune dall’assessore Antonio Bove, delegato all’emergenza abitativa. Chi sono questi assegnatari? Vivono ancora nelle case abusive di Via Lucera del villaggio di Mussolini? Perché non abbandonano i loro alloggi per trasferirsi definitivamente negli appartamenti delle palazzine rimasti vuoti?

Sono queste le domande a cui l’avvocato Pascarella con l’ausilio dei vigili urbani che hanno già fatto un primo sopralluogo in loco sta tentando di rispondere, pena la perdita del diritto di assegnazione per questi cittadini, in un clima di emergenza abitativa costante. Perché lasciare delle case vuote quando a Via San Severo ci sono ancora 22 famiglie nei container che aspettano da tre lustri una sistemazione dignitosa?

Secondo alcune indiscrezioni, che l’Immediato aveva già raccolto nel corso della campagna elettorale del 2019 per le amministrative, sarebbero 3 le case dubbie assegnate a Via Lucera ad alcuni cittadini che risultavano residenti a Borgo Mezzanone ma che non ne avevano alcun bisogno urgente e non erano neppure in graduatoria. Sulla questione da tempo c’è un esposto dell’ex consigliere allora meloniano Giuseppe Mainiero. C’è chi solleva perplessità sulla gestione da parte dell’Ufficio Emergenza Abitativa.

Intanto Pascarella nei giorni scorsi ha assegnato una nuova casa ad una mamma dei container. “E dopo Giulia, Teresa, Biagio, Raffaele, Costanzo, Eleonora, Lisa, Anna Maria, Davide, Antonietta, Saveria, Valeria, anche Veronica ha ricevuto da Arca Capitanata e dalla Regione Puglia, una nuova casa completamente ristrutturata e potrà, così, lasciare per sempre il container in cui è stata relegata per anni insieme al suo bambino. Il Covid non ci ha fermato e non ci fermerà e nelle prossime settimane consegneremo nuove case con sempre meno containers all’orizzonte. Ringrazio tutti i dipendenti dell’Arca Capitanata per lo spirito di sacrificio che quotidianamente caratterizza il loro lavoro e che mi consente di continuare la mia battaglia per il diritto alla casa, in cui peraltro sono costantemente supportato e sostenuto da Michele Emiliano e Alfonso Pisicchio. I risultati, soprattutto quelli che consentono di voltare quelle pagine che avremmo voluto non fossero mai state scritte, sono sempre il frutto del lavoro di squadra, a tutti i livelli”, ha scritto il presidente sui social.





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