I 90 giorni di Cristoforo Aghilar, inafferrabile killer di Orta Nova. Una folle latitanza tra sospetti, soffiate e false notizie sulla cattura

Tre mesi dalla grande evasione di via delle Casermette a Foggia. 72 fuggitivi, tutti beccati tranne uno: il più pericoloso

Tre mesi dalla grande evasione dal carcere di Foggia. 90 giorni concitati durante i quali le forze dell’ordine hanno profuso il massimo sforzo per catturare i 72 detenuti fuggiti durante quella folle mattina del 9 marzo scorso. 71 sono tornati alle patrie galere, alcuni costituiti, altri arrestati in pochi attimi, altri ancora pizzicati dopo settimane di latitanza. Tutti sono stati trasferiti in penitenziari lontani dalla Capitanata. La drammatica evasione mista all’emergenza coronavirus hanno risolto, almeno in parte, il problema del sovraffollamento nel carcere foggiano.

Ma c’è ancora un uomo da catturare. Un uomo che sembrerebbe inafferrabile. Manca all’appello colui che gli inquirenti ritengono essere il più pericoloso dei 72 evasi, il 37enne Cristoforo Aghilar di Orta Nova, autore del femminicidio dell’ex suocera Filomena Bruno, accoltellata dentro la propria abitazione in un tragico giorno di ottobre del 2019.

Aghilar pretendeva informazioni sulla ex fidanzata, figlia della vittima ma al diniego della Bruno, il killer impugnò un coltello sferrando i colpi mortali. Poi la fuga, una breve latitanza e la cattura in un appartamento di Carapelle. Tutto finito? No. Perché lo scorso 9 marzo anche Aghilar prese parte alla sommossa in carcere, fuggendo dalla porta principale insieme ad altre 71 persone. Da allora, nessuna traccia dell’uomo. Tre mesi di latitanza tra sospetti, soffiate e blitz armati. In più occasioni carabinieri e Cacciatori di Puglia sono sembrati ad un passo dalla cattura. Pochi giorni fa si era sparsa la voce dell’arresto di Aghilar.

“È finita, lo hanno preso”, la frase che in poche ore era circolata sulle chat di Orta Nova. Invece i militari avevano pizzicato altre persone, probabilmente vicine ad Aghilar, ma del killer neanche l’ombra. Agli arresti sarebbero finiti personaggi noti per gli assalti ai bancomat, una “specialità” anche dello stesso Aghilar, già ammanettato in passato per questo genere di reato.

Qualcuno lo sta proteggendo? È fuggito lontano dalla provincia di Foggia? Si trova in Germania o è ancora qui, tra noi, come quella volta che venne sorpreso a Carapelle? Tanti gli interrogativi. La pista tedesca resta viva perché fu in Germania che si trasferì con la figlia della Bruno per un breve periodo, prima della rottura del rapporto amoroso. Aghilar potrebbe godere di alcuni contatti all’estero ma al momento è solo un’ipotesi.

Intanto, i parenti della signora Bruno e il pm che si occupa del caso sono finiti in un programma di protezione. Un provvedimento assunto poche ore dopo l’evasione. Con il killer in giro, la precauzione non è mai troppa.



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