Regionali 2020: Fitto, Altieri e Giorgino si sfidano in un sondaggio pugliese. Andrea Caroppo attende e resta nella Lega

A Foggia molti ribelli leghisti sono in attesa della ratifica dell’espulsione. Non è chiaro se si presenteranno all’adunata flash mob “in tutta sicurezza”, proposta per il 2 giugno a Piazza Cavour dall’europarlamentare Massimo Casanova al grido “L’Italia non si arrende. Per l’orgoglio italiano”

Nei prossimi giorni si conoscerà l’esito del sondaggio commissionato dai leader nazionali del centrodestra, così come dà conto oggi Repubblica, per sapere chi tra Raffaele Fitto, Nuccio Altieri e Nicola Giorgino gode di maggiore consenso nell’elettorato della coalizione pugliese, che dovrà scontrarsi contro il Governatore Michele Emiliano, la pentastellata Antonella Laricchia e il civico Mario Conca.

Il sondaggio a meno di improbabili colpi di scena dovrebbe servire ai Fratelli d’Italia e soprattutto a Giorgia Meloni a mettere la parola fine ai veti contro Raffaele Fitto, l’unico che ha già pronte le sue liste e potrebbe votare anche il 15 luglio, così come vorrebbero i vari governatori di regione in Puglia, Veneto e Campania, ansiosi di capitalizzare il loro consenso e di essere “rilegittimati per le scelte importanti da prendere in autunno” quando la curva epidemica potrebbe risalire.

Intanto cresce l’ansia nella Lega tra coloro che avevano firmato il documento “Caro Matteo” e che si sono ritrovati ad essere messi in guardia dallo stesso Capitano. A Bari il consigliere Picaro, tra i 108 ribelli, è stato già radiato di fatto dal gruppo consiliare.

A Foggia molti sono in attesa della ratifica dell’espulsione. Non è chiaro se si presenteranno all’adunata flash mob “in tutta sicurezza”, proposta per il 2 giugno a Piazza Cavour dall’europarlamentare Massimo Casanova al grido “L’Italia non si arrende. Per l’orgoglio italiano” per protestare contro il governo giallorosso e proporre “meno tasse e meno burocrazia, pace fiscale, stralcio cartelle e modello Genova per le opere pubbliche”.

Chi non intende abbandonare la Lega anzitempo è l’europarlamentare Andrea Caroppo, che però si tiene ben saldo il suo movimento Sud in testa, che già portò in dote a Salvini al momento del suo ingresso in Lega. Oggi quello stesso movimento, in caso di espulsione, potrebbe tramutarsi in una lista civica parallela alla Lega in supporto del candidato presidente del centrodestra.

“Quando aderii alla Lega l’ho fatto col mio movimento Sud in testa. Abbiamo sempre fatto attività di formazione politica e di approfondimento. Sud in testa è un network di persone, movimenti, associazioni e amministratori di diverse regioni d’Italia per tornare a parlare al popolo del Mezzogiorno d’Italia, cancellato dall’agenda politica insieme alle sue parole chiave: sussidiarietà, sviluppo, lotta all’oppressione fiscale, sicurezza, libertà d’impresa, libertà educativa, difesa dei principi tradizionali e delle identità territoriali”, spiega Caroppo a l’Immediato.  E aggiunge: “Il tutto senza alimentare quel falso meridionalismo “a basso costo”, fatto di vittimismo e rivendicazionismo demagogico, che nuoce al Sud perché lo relega a periferia e mai ad altro centro, condannandolo a valvola di sfogo delle frustrazioni, degli insuccessi o delle ambizioni elettorali di qualcuno. È piuttosto la rete del meridionalismo responsabile, che non gioca semplicisticamente “contro”, ma prova a distinguersi per elaborazione politica e visione al fine di restituire al Sud un ruolo da protagonista nell’Italia dei mille campanili”.