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Home - “A metà giugno vedremo gli effetti della movida”, le previsioni di Lopalco sulla fase 2: “Tra i giovani Coronavirus si scopre molto in ritardo”

“A metà giugno vedremo gli effetti della movida”, le previsioni di Lopalco sulla fase 2: “Tra i giovani Coronavirus si scopre molto in ritardo”

Di Redazione
26 Maggio 2020
in Sanità & Salute
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“Gli effetti eventuali della movida non li vedremo tra una settimana ma si vedranno molto più in là, almeno intorno a metà giugno. Un’eventuale circolazione del virus tra i giovani si scopre molto in ritardo, perché tra i giovani il virus circola in modo subdolo e inapparente. Ce ne accorgeremo quando trasmetteranno la malattia ai genitori”.

Pierluigi Lopalco, responsabile della task force per l’emergenza coronavirus in Puglia, ha commentato così, durante la trasmissione Agorà su Rai3, le conseguenze degli assembramenti visti nei giorni scorsi.”Se tra i ragazzi c’era qualche positivo che ha attivato catene di trasmissione”, ha aggiunto l’epidemiologo, “dobbiamo aspettare due o tre generazioni di casi, quindi servono tre settimane come minimo”. Quanto alla polemica sui numeri dei contagi non attendibili “lascia il tempo che trova”.

“Ci sono ben 21 indicatori messi a punto dal Ministero della Salute per comprendere come sta andando l’epidemia. Gli effetti delle aperture saranno monitorati, anche se non velocemente”.

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“Gli effetti eventuali della movida non li vedremo tra una settimana ma si vedranno molto più in là, almeno intorno a metà giugno. Un’eventuale circolazione del virus tra i giovani si scopre molto in ritardo, perché tra i giovani il virus circola in modo subdolo e inapparente. Ce ne accorgeremo quando trasmetteranno la malattia ai genitori”.

Pierluigi Lopalco, responsabile della task force per l’emergenza coronavirus in Puglia, ha commentato così, durante la trasmissione Agorà su Rai3, le conseguenze degli assembramenti visti nei giorni scorsi.”Se tra i ragazzi c’era qualche positivo che ha attivato catene di trasmissione”, ha aggiunto l’epidemiologo, “dobbiamo aspettare due o tre generazioni di casi, quindi servono tre settimane come minimo”. Quanto alla polemica sui numeri dei contagi non attendibili “lascia il tempo che trova”.

“Ci sono ben 21 indicatori messi a punto dal Ministero della Salute per comprendere come sta andando l’epidemia. Gli effetti delle aperture saranno monitorati, anche se non velocemente”.

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Pierluigi Lopalco, responsabile della task force per l’emergenza coronavirus in Puglia, ha commentato così, durante la trasmissione Agorà su Rai3, le conseguenze degli assembramenti visti nei giorni scorsi.”Se tra i ragazzi c’era qualche positivo che ha attivato catene di trasmissione”, ha aggiunto l’epidemiologo, “dobbiamo aspettare due o tre generazioni di casi, quindi servono tre settimane come minimo”. Quanto alla polemica sui numeri dei contagi non attendibili “lascia il tempo che trova”.

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Tags: AGORÀcoronavirusFase 2LopalcomovidaPugliaRai
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