Landella vuole sfiduciare Iaccarino, la proposta choc di modificare il regolamento comunale scuote i gruppi consiliari. Si alza il livello dello scontro

Il presidente dell’assise si dice sereno: “Se passa la modifica si può dire chiusa l’era del sindaco”. Scricchiola la maggioranza

È arrivata sui banchi web dei consiglieri di opposizione al Comune di Foggia la proposta choc targata Franco Landella di modificare il regolamento comunale nella parte che riguarda la sfiducia del presidente del Consiglio.
È guerra aperta tra il sindaco e il campione di consensi Leo Iaccarino, che con il suo permanere in Forza Italia ha reso difficile ogni altra manovra dei landelliani.
In un video social, l’azzurro Raffaele Di Mauro ha spiegato che chi può decidere della nomina di un assessore sono solo il sindaco e l’eletto che deve accettare l’incarico, sostenendo a chiare lettere che “nessuno può ostacolare questo progetto”. Men che meno Iaccarino, che Di Mauro non ha citato. Il giovane forzista ha allontanato comunque i rumors che la nostra testata web aveva messo in fila: non sarà vicesindaco perché così facendo si avrebbero le tre caselle più importanti dell’amministrazione a Forza Italia e non sostituirà Antonio Bove al Bilancio perché il popolo gli ha dato mandato in aula. In più con le regionali alle porte deve occuparsi della lista del partito.

Tornando al regolamento, esso può essere curvato e modificato con soli 17 voti. Nella proposta si modificano i numeri con i quali sfiduciare un presidente del Consiglio: invece dei 2/3 basterà una maggioranza semplice sia in prima che in seconda convocazione.
In questo modo far tornare Leo Iaccarino consigliere semplice sarebbe un gioco da ragazzi per i landelliani, anche se resta la costruzione delle ragioni per cui si porterebbe in aula una tale scelta politica.
Ci sono alcuni eletti che sicuramente potrebbero assoggettarsi ai voleri di Landella perché ingolositi da una possibile elezione al posto del vigile del fuoco. In particolare il pentastellato e presidente della Commissione Ambiente e Territorio Giovanni Quarato a cui il sindaco ha proposto sin dall’inizio la presidenza (in pieno lockdown l’aveva offerta anche alla dem Lia Azzarone), Sergio Clemente che già aveva salvato il primo mandato di Landella grazie alla mediazione del compianto king maker Massimino Di Donna e Giulio Scapato, che però dovendosi candidare con Emiliano dovrebbe spiegare molto bene l’operazione per renderla digeribile.
La proposta imbarazza molti eletti. “Dovrà arrivare prima in Consiglio, di certo sarà una bella discussione”, osserva Alfonso Fiore.
Bruno Longo a cui è stato offerto un assessorato è netto: “Sul voto aspetto direttive dal partito, che ad oggi è molto insoddisfatto dei risultati dei colloqui con il sindaco”. E aggiunge a l’Immediato: “Nel merito sono profondamente in disaccordo con la modifica del regolamento, poiché dettata da motivi  particolari e squisitamente politici e non da motivazioni generali ed istituzionali. Qualora si dovesse modificare in Aula il regolamento “ad personam”, il presidente del consiglio comunale impugnerebbe davanti al Tar la modifica e ne otterrebbe immediatamente e facilmente la sospensiva, come da pacifica giurisprudenza.
In questo caso, oltre a dilaniare ulteriormente la maggioranza, si mostrerebbe, ancora una volta, il fianco alla minoranza, che ne trarrebbe vigore e forza”.
Iaccarino intanto con i suoi si dice sereno. “Se passa la modifica del regolamento si può dire chiusa l’era Landella”, avverte.
Il tentativo sarebbe quello di rovesciare la maggioranza o direttamente dal notaio depositando 17 firme per lo scioglimento (cosa alquanto difficile, benché alcuni si dicano convintissimi dei numeri, ma chi firmerebbe mai dal notaio con 4 anni ancora davanti? ) o in aula bocciando il bilancio preventivo o consuntivo.





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