“Stiamo combattendo per la mascherina, gli sposi sono terrorizzati dall’indossarla”. La foggiana d’Alessio nella task force regionale del wedding: “È dura ma dobbiamo provarci”

Mediamente ogni struttura, se si considerano solo i matrimoni, ha perso dalle 100 alle 150 giornate lavorative.  La vera nota dolente del wedding resta il ballo. “La vediamo molto remota la possibilità del ballo, a meno che non ci diranno di poter allestire delle sale da ballo molto ampie dedicate o di poter far ballare all’esterno”

Nella task force regionale del wedding, catering, entertainment e ristorazione stellata siede anche Anna Laura d’Alessio del Feudo della Selva nel Parco dell’Incoronata, referente della categoria per Confindustria Foggia. Il futuro del segmento dei matrimoni, banchettistica e grossi eventi sarà deciso nel corso della prossima settimana.

“Abbiamo già iniziato con delle videocall, per ora è rimasto tutto riservato, ci sarà una nuova videocall con i medici e tracceremo le prime linee, entro una settimana al massimo, riusciremo a buttare giù tutte le regole”, spiega a l’Immediato.

Le due territoriali Confindustria Foggia e Bari Bat rappresentano la quasi totalità delle case di ricevimenti, che sono per lo più localizzate nella Puglia Nord, mentre invece al Sud e soprattutto nel Salento si tratta di agriturismi, vocati anche al wedding. Mediamente ogni struttura, se si considerano solo i matrimoni, ha perso dalle 100 alle 150 giornate lavorative.

“In Confindustria Foggia siamo 20 aziende, di cui 10 location, gli altri sono servizi dell’indotto, la nostra sezione era appena nata, ci siamo costituiti a fine gennaio, siamo neonati. Nella task force partiremo con lo studio delle regole nazionali per la ristorazione, da cui si vedrà l’adattabilità per il nostro particolare settore, per chi ha 2 o 3 sale dedicate. Si andranno a verificare non solo i metri quadrati, ma anche i metri cubi, oggi la cosa importante è dialogare con i medici, per salvaguardare la salute. Ricordando che il matrimonio è una festa”.

Per alcune grandi location e resort della Valle d’Itria che hanno anche stanze e ricettività, non è peregrino pensare ad una festa chiusa, una sorta di isola felice per sposi ed invitati, altamente protetta (così come si ipotizza per i set cinematografici), con tamponi all’ingresso o test ed un fitto sistema di tracciamento.

“Noi abbiamo la possibilità di tracciare tutti gli invitati, gli sposi ce li indicano preventivamente. Dovremo capire come tracciarli, ossia se basta solo rilevare la temperatura col termoscanner. Tutto dipende dal periodo dalla ripresa, se si riprende a dicembre o se si riprende già a luglio, se potremo aprire al più presto potremo utilizzare al meglio lo spazio esterno”.

Una cosa è certa: il buffet è abolito, ma Anna Laura non se ne fa un cruccio. “Il buffet è in fase di studio, in realtà ormai da tempo viene servito a tavola. Il buffet servito gioca a nostro favore, siamo tutti abituati a gestire grandi quantità presentate alla clientela e poi servite”.

La vera nota dolente del wedding resta il ballo. “La vediamo molto remota la possibilità del ballo, a meno che non ci diranno di poter allestire delle sale da ballo molto ampie dedicate o di poter far ballare all’esterno. Il ballo è un elemento importante, noi siamo molto legati all’idea del ballo dopo il taglio della torta e durante il matrimonio tra una portata e l’altra, c’è da lavorare tanto, sono tutti punti che stiamo trascrivendo”.

La provincia di Foggia per quel che concerne la Diocesi Foggia-Bovino ha un vantaggio sulle cerimonie, già da 3 anni il Vescovo Pelvi aveva vietato le cerimonie religiose nelle chiesette delle varie strutture. “Il vescovo aveva sospeso la possibilità di celebrare le cerimonie religiose da noi, potevamo fare solo la ripetizione del rito civile, ma tutta la Puglia su questo punto non si è ancora espressa”.

Stiamo combattendo per la mascherina, sembra sciocco ma speriamo di evitarle per i dipendenti, capiamo che se è una forma di tutela per il dipendente e l’ospite deve essere prevista, ma la mascherina, per quanto tante case ne stiano producendo di bellissime da cerimonia, è triste, noi sorridiamo davanti al matrimonio, è una festa e coprirsi il volto è davvero brutto. Gli sposi poi sono terrorizzati dalle mascherina. La mascherina è l’osso duro, l’idea di indossarla induce tanti a rinviare. Ma la prescrizione per i ristoranti è quella”.

Conclude Anna Laura: “Sono soddisfatta della funzione che ci hanno dato nella task force, rappresentiamo un segmento importantissimo per la Puglia, non dobbiamo andare allo scontro, ma trovare un dialogo. È possibile che con tutte le prescrizioni qualche coppia decida di sposarsi, magari facendo feste molto intime. Anche se non possono ballare, non si possono alzare dal tavolo, non possono fare assembramenti. La vedo dura, ma dobbiamo provarci”.

 

 

 





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