Gargano, il ritorno sulla scena criminale del clan Tarantino. Smantellato traffico di droga negli stretti vicoli di San Nicandro, beccate sette persone

C’è anche il “rampollo” della famiglia che avrebbe assoldato giovani per portare avanti l’attività illecita nel centro cittadino

Smantellata piazza di spaccio a San Nicandro Garganico. Carabinieri della Compagnia di San Severo, Cacciatori di Puglia, 6° Elinucleo di Bari e Nucleo Cinofili di Modugno hanno arrestato sette persone per traffico di droga nell’ambito dell’operazione “Terravecchia”. Tre finite in carcere, tre ai domiciliari, una con divieto di dimora a San Nicandro. “È emerso uno spaccato di criminalità diffusa ed elevata”, hanno evidenziato i militari nel corso di una videoconferenza stampa. L’operazione ha evidenziato ancora una volta il ritorno sulla scena della famiglia Tarantino, ritenuta dall’antimafia alleata al clan dei montanari e già coinvolta in recenti blitz delle forze dell’ordine.

In cella Leonardo Tarantino, classe ’91, la compagna Chiara Occhiochiuso del ’95 e Mauro Meola del ’83. Domiciliari per Michelangelo Campagna (’97), Matteo De Simone (’99) e Leonardo Rossano (’79). Divieto di dimora per Antonio Florio del ’91.

Gli arrestati erano già noti per reati predatori, furti d’auto in particolare. Poi è venuto fuori il vero core business dell’organizzazione: lo spaccio di stupefacenti. Durante l’attività di indagine, i carabinieri hanno sequestrato ben 10 chili di marijuana, spesso venduta ad un target di clienti molto giovane, 200 grammi di cocaina, 300 di hashish ed un contenitore con circa un migliaio di semi di marijuana.

La particolarità del gruppo criminale sta nell’aver utilizzato le strade strette della zona più vecchia di San Nicandro Garganico. Vicoli inaccessibili alle auto, angoli di paese dove rifugiarsi e poi fuggire con facilità aggirando i controlli delle forze dell’ordine. Ma l’occhio delle telecamere, piazzate in numerosi punti, ha ricostruito la filiera criminale e individuato organizzatori e pusher, questi ultimi giovanissimi.

Un intenso via vai di persone immortalato dai filmati, i carabinieri hanno parlato di “oltre un centinaio di cessioni di sostanze stupefacenti”.

Il tutto ha avuto origine nell’ottobre del 2017, a seguito di una rapina perpetrata ai danni di un furgone porta tabacchi, avvenuta in località Monte Delio di San Nicandro Garganico, le cui indagini, nel successivo mese di febbraio, disvelarono l’esistenza un gruppo di pregiudicati dediti ai furti di autovetture nel Nord della Puglia nonché fuori regione, sino ad arrivare in Emilia Romagna, rilevando in particolare il ruolo centrale di un noto pregiudicato di San Severo, operante anche su San Nicandro Garganico. 

Attraverso i vari sviluppi investigativi realizzati, si è ricostruito progressivamente l’intero ampio gruppo criminale, il cui referente fu individuato in Leonardo Tarantino, classe 1991, appartenente alla nota famiglia “Tarantino” di San Nicandro Garganico, coadiuvato nell’attività illecita dalla compagna, Chiara Occhiochiuso, classe 1995.  

Le articolate indagini svolte dai carabinieri hanno richiesto particolare attenzione e cautela in ragione del particolare tessuto urbano del Comune di San Nicandro Garganico, considerato una vera e propria roccaforte del gruppo criminale sgominato, anche per il timore indirettamente generato dalla famiglia “Tarantino”, nonché per la estrema omertà di una parte della cittadinanza. 

Il difficile contesto operativo nel quale i carabinieri hanno portato avanti l’attività di indagine in menzione ha richiesto precise e selezionate strategie investigative. Fattori di criticità come il dedalo di vie del centro storico, la realtà territoriale fortemente criminale, la scaltrezza dei giovani assoldati per lo spaccio dal “rampollo” della famiglia “Tarantino”, non hanno comunque fermato i militari che, sotto il coordinamento  dell’autorità giudiziaria foggiana, sono riusciti infatti a raccogliere importanti elementi di accusa e così a disarticolare il gruppo criminale attinto dalla misura cautelare.  

Il Gargano continua ad essere centro nevralgico dello spaccio di droga come dimostrato da recenti operazioni delle forze dell’ordine. L’ultima solo pochi giorni fa a San Marco in Lamis. L’attenzione sul promontorio resta ai massimi livelli.





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