Criminalità Gargano: fantasmi dal passato, smantellato gruppo criminale guidato dai fratelli Tarantino. “Spregiudicati, incutevano timore nella popolazione”

Tra gli arrestati spiccano Giuseppe Michele e Sebastiano Pio Tarantino, figli di Giovanni, ucciso il 25 marzo 2002 nel corso della storica faida garganica tra i Ciavarella e, appunto, i Tarantino

Scacco al gruppo criminale di Cagnano Varano guidato dai fratelli Giuseppe Michele e Sebastiano Pio Tarantino, figli di Giovanni, allevatore ucciso nel 2002 durante la storica faida garganica tra le famiglie Ciavarella e Tarantino. I due giovani, rispettivamente del ’95 e del ’97, erano a capo di un’organizzazione dedita soprattutto al traffico di droga.

Procura di Foggia e Arma dei Carabinieri hanno fermato 9 persone, 7 finite ai domiciliari e 2 con obbligo di dimora, tutte incastrate dall’operazione “Inpulsa”. I malviventi, stando a quanto raccontato in videoconferenza dal procuratore Ludovico Vaccaro e dal comandante provinciale dell’Arma Nicola Lorenzon, avevano ormai preso il controllo del territorio adottando la tattica della violenza.

Domiciliari per Giuseppe Michele Tarantino, Sebastiano Pio Tarantino, Matteo Pio Bocale, Donato Antonio D’Angelo, Francesco Curatolo,  Sergio Fini e Roberto Bocale. Obbligo di presentazione alla P.G. per Gianluca D’Apolito e Antonio Di Maggio.

Un ordigno esploso nel 2018, poi il tentato furto al postamat di Ischitella, ma anche rapine ed estorsioni: tutti reati satelliti utili a potenziare il business principale del gruppo criminale, lo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Ben 27 gli episodi contestati di detenzione e cessione di stupefacenti. Chi non pagava veniva pesantemente minacciato, anche attraverso l’uso delle armi. Tra le vittime persino minorenni.

La videoconferenza con il colonnello Lorenzon, il comandante della stazione di Vico del Gargano Picchi e il procuratore Vaccaro

“Si tratta di persone che hanno adottato una tattica violenta per controllare il territorio. Spacciare in libertà per procurarsi soldi e riaffermare il proprio ruolo egemone nel traffico di droga”, ha spiegato Lorenzon. Il gruppo agiva soprattutto a Cagnano, Ischitella, Carpino e Rodi Garganico.

Erano spregiudicati e pronti a tutto per dominare con la violenza l’area a nord del promontorio. “Imponevano con la forza il pagamento delle partite di droga – hanno dichiarato gli inquirenti -; solo grazie alla presenza assidua dei carabinieri sul territorio è stato possibile sventare il furto al postamat”. I malviventi arrestati “erano piuttosto conosciuti in zona e sapevano incutere timore all’intera popolazione“.

Paura trasmessa dall’abbondante uso di armi. I militari hanno sequestrato un ordigno, sei grossi petardi, 133 munizioni, una pistola con 4 caricatori e un fucile calibro 12.

“Con questa operazione – ha chiosato Vaccaro – mandiamo alla cittadinanza un segnale importante: le forze dell’ordine ci sono e continuano a lavorare nonostante le difficoltà e i rischi del contagio”.

IL RUOLO DEI FRATELLI TARANTINO

Durante l’attività info-investigativa (periodo 1 ottobre 2018 – 30 giugno 2019), è emerso che gli spacciatori si erano imposti in breve tempo nella piazza di spaccio del paese assicurandosi un ampio carnet di acquirenti dei centri limitrofi, così da avere la certezza di poter cedere tutto lo stupefacente disponibile e quindi reinvestire gli introiti nell’acquisto di sempre maggiori quantità di droga. 

Nel contesto delle indagini, le perquisizioni hanno portato al sequestro di 1100 grammi di marijuana (4756 dosi – valore 24.000 euro), 32 grammi di hashish (155 dosi – valore 1600 euro), 7 grammi di cocaina (31 dosi – valore 2500 euro).

Il ruolo di fornitori era ricoperto dai fratelli Tarantino che ponevano in essere delle estorsioni, con estrema violenza, nei confronti degli acquirenti che non pagavano tempestivamente lo stupefacente, rivolgendosi in un caso al padre di uno dei debitori.

Gli indagati hanno agito dimostrando una profonda conoscenza del contesto criminale, le modalità di organizzazione dei reati e con la consapevolezza di essere temuti per la loro pericolosità. I due agivano senza paura di conseguenze e sapevano sempre a chi rivolgersi per acquistare lo stupefacente, minacciando chiunque osasse opporsi alle loro richieste.

“Nel contesto investigativo – si legge nella nota diffusa dai carabinieri – emergono particolarmente, i fratelli Giuseppe Michele e Sebastiano Pio Tarantino (figli di Giovanni Tarantino, ucciso il 25 marzo 2002 nel corso di una faida garganica)”.



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