9 alberghi per l’emergenza Covid in provincia di Foggia. Accuse all’Asl: “Stravolti ospedali di San Severo, Cerignola e Manfredonia”

“Delibera del direttore generale ha creato caos organizzativo e gestionale, e difficoltà sia al personale che ai pazienti”

“Quante volte nelle scorse settimane, consapevoli del dovere politico e morale di dire sempre ciò che si pensa senza timore reverenziale nei confronti di chicchessia, abbiamo sottolineato con insistenza gli errori che si stavano commettendo nella gestione dell’emergenza sanitaria in Puglia, ma soprattutto in provincia di Foggia. Ora, finalmente, qualcosa di positivo sta accadendo. E, sarà forse una coincidenza, ma nel solco del sentiero da noi indicato”. Lo dichiara l’ex parlamentare europeo, Elena Gentile.

“Nell’ultima riunione fra il presidente della Regione Puglia, il direttore del Dipartimento Salute, i Direttori Generali delle ASL e dei due policlinici di Bari e Foggia, si è preso atto dell’estrema pericolosità ed inefficacia degli ospedali misti. E si è deciso di selezionare tre Ospedali Covid-19, dei quali uno a Nord della Puglia, uno al Centro, e uno al Sud.

In modo, è stato giustamente detto, da evitare – come già accaduto – la sospensione di altri servizi e reparti in tutte le rimanenti strutture ospedaliere (vedasi in provincia di Foggia gli ospedali di San Severo, Manfredonia e Cerignola). Nel Nord della Puglia l’ospedale individuato è il policlinico di Foggia, con l’aggiunta di 35 posti letto presso la pneumologia del D’Avanzo. Come non definirla una buona notizia?

Così come una buona notizia è l’accordo che Regione Puglia e Protezione Civile hanno sottoscritto con le associazioni di categoria del turismo, per destinare 24 strutture alberghiere, delle quali 9 in provincia di Foggia, all’emergenza covid-19″.

Le strutture accoglieranno il personale sanitario che ne faccia richiesta, ma anche pazienti che non potranno stare in isolamento nell’abitazione familiare, pena il rischio della diffusione del contagio al resto del nucleo, compresi i pazienti già ospedalizzati che, dimessi, sono ancora a rischio di potenziale contagio.

“Ed è anche una buona notizia l’acquisto di una notevole quantità di macchinari e reagenti per aumentare di almeno il 50% il numero attuale dei tamponi, notoriamente troppo esiguo – continua il medico cerignolano -. Naturalmente tutto questo è importante ma non ancora sufficiente. E molto è ancora da fare, a partire dal potenziamento e coinvolgimento della medicina territoriale, e da misure di maggiore tutela e prevenzione di tutto il personale socio/sanitario e, più in generale, di tutti coloro che abbiamo mandato al fronte a tutela della nostra sicurezza.

E, infine, dall’avvio di un processo di profonda riflessione sul contenuto e sugli effetti delle sei delibere che la Giunta Regionale ha adottato nella riunione di mercoledì 8 aprile 2020. Ma su questo e su altro ancora avremo modo di tornare.

Ora ci preme ribadire, alla luce di quanto abbiamo appena sottolineato, l’assoluta assurdità della permanenza in vita della delibera del Direttore Generale della ASL Foggia del 30 marzo scorzo, con la quale si è praticamente stravolta la struttura e l’organizzazione interna degli Ospedali di San Severo, Manfredonia e Cerignola. Quella delibera, semmai ne abbia mai avuta una, oggi non ha più alcuna ragion d’essere. E va assolutamente revocata. Perché le sue presunte motivazioni sono state superate dalle decisioni appena sottolineate. Perché ha creato caos organizzativo e gestionale, e difficoltà sia al personale che ai pazienti.

E perché il suo ciclo di vita era legato alla decisione del Dipartimento Salute della Regione Puglia di sospendere fino al 13 aprile 2020 alcune attività e servizi ospedalieri e ambulatoriali, al fine di dirottare spazi e personale all’emergenza covid-19. Termine ampiamente scaduto.

Non avendo alcuna fiducia nel direttore generale – conclude -, è consentito chiedere al Presidente della Giunta Regionale di farsene carico?”.





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