“Non ho avuto la fermezza di mandare via chi stava pregando. Ho sbagliato”. Il video messaggio del sindaco di San Marco in Lamis

Merla dopo i fatti del Venerdì Santo si rivolge così alla cittadinanza e a tutti coloro che si sono sdegnati per quanto accaduto: “Non mi sono sentito così forte da interrompere la preghiera. Vi chiedo scusa, non accadrà più”

È affranto il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla dopo quanto successo ieri sera in piazza. In tantissimi hanno affollato le vie del paese per il Venerdì Santo, venendo meno alle restrizioni imposte per l’emergenza coronavirus. Ricordiamo, inoltre, che San Marco è il primo centro della Capitanata dove si è verificato un focolaio e ha pagato caro prezzo il funerale “allargato” di una vittima del Covid-19.

In un video, Merla si scusa con tutti: “Ieri sera don Matteo Ferro ha organizzato un momento di preghiera – ha esordito il sindaco -. Sono stato invitato e sono andato volentieri. Per noi il Venerdì Santo è un giorno particolare. Fare qualcosa di speciale in una serata così mi sembrava giusto e doveroso. Si è cercato di organizzare qualcosa che avesse un basso profilo. C’erano pochissime persone all’inizio. Poche, poche, poche – lo ha ripetuto tre volte -. Nessuno faceva presagire che sarebbero arrivate tutte quelle persone. Don Matteo ha iniziato la preghiera e man mano, alla spicciolata, sono arrivati altri cittadini. Il culto della Madonna Addolorata è molto sentito e questo ha fatto sì che molti siano scesi per pregare”.

Merla fa presente che “non erano migliaia, ma le persone c’erano. Non doveva accadere. In quel momento, quando sono arrivate quelle persone ad inginocchiarsi, per me è stato complicato interrompere il momento di preghiera e mandarle a casa (ma c’erano anche tanti cittadini in piedi a fare video con i telefonini, ndr). Questa è la mia unica giustificazione. Mi assumo le responsabilità. So che certe cose non devono accadere e non si possono tollerare errori dovuti a leggerezza e superficialità. Non ho avuto la fermezza di mandarle via – ha ribadito -. Non mi sono sentito così forte da interrompere la preghiera. Vi chiedo scusa, non accadrà più”.

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