Il 118 in trincea nel Foggiano, oltre 100 interventi al giorno col timore di terminare i Dpi. E intanto un altro operatore contagiato dal Covid-19

La fornitura di dispositivi di protezione personale è una vera e propria lotteria. Russo, numero uno di Sanitaservice: “Al momento ne abbiamo, ma l’aggiornamento avviene ogni 48 ore”

La morte di Nicola Ciccomascolo, operatore sanitario del 118, ha riacceso la discussione – mai sopita – sul rischio di contagio tra chi ogni giorno è al fronte nell’emergenza Coronavirus. La sanità di Capitanata da diverse settimane tiene il fiato sospeso, sperando che la curva dei contagi non subisca impennate rispetto al trend attuale in Puglia. Variazioni improvvise potrebbero far saltare il sistema in poche ore.

Peraltro, è giunta notizia del contagio di un altro operatore a San Nicandro Garganico (al momento le sue condizioni non sono gravi). Il rischio è alto se si pensa che, mediamente, le postazioni adibite al soccorso, gestite dalla Sanitaservice e da 19 associazioni di volontariato, effettuano mediamente più di 100 interventi al giorno. La fornitura di dispositivi di protezione personale è una vera e propria lotteria: “Al momento ne abbiamo, ma l’aggiornamento avviene ogni 48 ore”, spiega l’amministratore della società in house dell’Asl di Foggia, Massimo Russo.

Con l’azienda sanitaria guidata da Vito Piazzolla è stato recentemente raggiunto un accordo per cui tutte le associazioni di volontariato che fanno interventi sospetti Covid-19 (oggi sono la maggioranza), passano dai centri di sanificazione allestiti a Foggia, Cerignola e Torremaggiore. Dopodiché, vengono forniti kit di protezione per il personale in trincea nella guerra al virus. Il reperimento di tute e mascherine è difficilissimo (i dispositivi qualitativamente migliori li fornisce direttamente l’Asl). Sanitaservice sta provando ad attivare canali alternativi a quelli “ufficiali” della Protezione civile e della Regione Puglia, ma l’impresa è ardua.

“Nicola è morto per salvare vite – ha commentato il sindacato Usb Puglia -, nella Sanitaservice svolgeva il delicato compito di soccorritore emergenza 118, così si è ammalato di Coronavirus e dopo la degenza in ospedale ci ha lasciato. Invitiamo tutti  ad una profonda riflessione sulla necessità, non più rinviabile, di procedere a tutto il personale ospedaliero, compreso quello delle società in house, ad effettuare i tamponi“.

L’Usb chiederà, nelle prossime ore, alla Sanitaservice Asl FG di intervenire anche economicamente sostenendo la famiglia di Nicola, che oltre al lutto dovrà fare i conti con la perdita del reddito che il suo lavoro garantiva.

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