L’ultima peste d’Europa, a Rai 3 la testimonianza di un docente dell’Università di Foggia. Il ricordo dell’epidemia di Noicattaro

“Ci insegna che, se ai quei tempi, sono stati trovati gli strumenti e i modi per poterla superare, a maggior ragione ai nostri tempi troveremo il modo per uscire da ciò che ci sta succedendo”

Tra le molte trasmissioni che, nel tentativo di approfondire quello che sta succedendo intorno a noi, stanno rievocando fenomeni pandemici simili a quello in corso, anche la popolare rubrica Zazà (Cultura, Società, Meridione e Spettacolo) di Radio Rai Tre.
Ospite della puntata di ieri (clicca qui) il direttore del dipartimento di Studi umanistici, Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione dell’Università di Foggia, Sebastiano Valerio.

Occasione della conversazione con uno dei curatori e conduttori della trasmissione, Gaetano Prisciantelli, la rievocazione di un episodio passato alla storia come l’ultima traccia della peste in Europa Occidentale, ovvero la peste di Noja (l’odierna Noicattaro). Insieme a Pietro Sisto, Sebastiano Valerio ha pubblicato gli atti di un importante convegno di studi tenuto a Noicattaro (28 e 29 ottobre 2016), in tempi assolutamente non sospetti. Quella pubblicazione, dal titolo L’ultima peste: Noja 1815-16 (Progedit, 2016 Bari; stampato con il contributo dell’Università di Foggia), oggi è tornata di drammatica attualità.

Da qui la conversazione con Valerio, di particolare interesse sia per la ricchezza dei riferimenti storici, che aiutano a ricostruire un gravissimo episodio del passato, peraltro avvenuto a pochissima distanza dal nostro territorio; sia perché ricordano con dovizia di particolari un accadimento che influì molto sulla vita e sul futuro del Continente. L’epidemia di Noja – tra le altre cose – potrebbe aver offerto ispirazione alla descrizione della peste ne I promessi sposi di Alessandro Manzoni (come noto, la storia è ambientata tra 1628 e 1630, durante la peste che flagellò il Ducato di Milano; ma la prima stesura di Fermo e Lucia risale al 1821).

Di particolare significato, inoltre, la chiusura dell’intervento di Sebastiano Valerio, che alla domanda su cosa possa insegnare un’epidemia come quella di Noja alla nostra società, ha risposto: “Ci insegna che, se ai quei tempi, sono stati trovati gli strumenti e i modi per poterla superare, a maggior ragione ai nostri tempi troveremo il modo per uscire da ciò che ci sta succedendo”.