• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Capitanata nella monnezza, il business criminale della “Montagano’s family” con l’aiuto del dirigente della Provincia. Tutti i nomi di “Bios”

Capitanata nella monnezza, il business criminale della “Montagano’s family” con l’aiuto del dirigente della Provincia. Tutti i nomi di “Bios”

Di Francesco Pesante
3 Marzo 2020
in Inchieste
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Un’ordinanza cautelare di 430 pagine per ricostruire l’operazione “Bios”, blitz di DDA e Guardia di Finanza di Bari contro il traffico illecito di rifiuti in provincia di Foggia. Un business criminale messo in piedi essenzialmente allo scopo di aggirare i costi di smaltimento dei rifiuti per poi tombare la monnezza nei terreni della Capitanata.

Al centro del provvedimento firmato dal gip, Marco Galesi c’è Dario Montagano, 65 anni, responsabile “di fatto” della gestione e direzione dell’impianto di compostaggio Bio Ecoagrim srl di Lucera. Nei guai anche figli, generi e nuore dell’imprenditore: Stefano Montagano, 34 anni, Libero Angelo Montagano, 38 anni, Marina Libero, 62 anni (moglie di Dario), Leonardo D’Incalci, 33 anni, Donatella Rita Vecera, 39 anni, Rosalba Caterina Montagano, 31 anni, Cira Valentina Montagano, 41 anni e Nicola Pietro De Matteis, 38 anni, tutti con ruoli ben precisi all’interno delle aziende del 65enne imprenditore.

Spicca tra gli indagati, Stefano Maria Biscotti, dirigente del settore Assetto del Territorio e Ambiente dell’ente Provincia di Foggia che avrebbe chiuso più di un occhio per favorire i traffici dalla Montagano’s family.

Tra le altre persone coinvolte nel blitz “Bios”, troviamo anche rappresentanti di ditte individuali e dipendenti necessari per portare avanti gli “affari” dei Montagano. Nella lista compaiono Michele Damato, Ruggiero Dipalo, Carmine Amedeo D’Antuoni, Michele Barone, Giovanni Petrella, Pasquale D’Addona, Giovanni Pensato, Carmine D’Addona, Antonio Petruzzellis, Giuliano De Cristofaro, Marco Cocca, Pasquale Del Gaudio.

Un raggiro milionario

Una parte dello smaltimento avveniva in discariche abusive ricavate in terreni appositamente acquistati negli anni dalle stesse società coinvolte nell’operazione e situati prevalentemente nell’agro di Lucera. Una gestione in house che permetteva di creare un doppio binario di ricavi: da una parte il pagamento di Comuni e società per il conferimento, dall’altro il mancato “costo” per lo smaltimento secondo legge. Complessivamente, il profitto per società e persone fisiche ammonta a 26 milioni di euro.

Secondo le accuse, Montagano e soci avevano messo in piedi un business illegale per “gestire abusivamente – si legge nell’ordinanza – ingenti quantitativi di rifiuti speciali (pari ad almeno 245.046,02 tonnellate) costituiti da compost fuori specifica prodotto utilizzando materiali conferiti da varie imprese e da enti locali che trasportavano – al termine delle lavorazioni industriali poste in essere nell’impianto – e smaltivano, mediante sversamento, su diversi suoli della provincia di Foggia”.

La Bio Ecoagrim srl avrebbe svolto una mera operazione di trattamento preliminare del rifiuto “del tutto insufficiente a realizzare la ‘cessazione della qualifica di rifiuto’”.

In buona sostanza, spiega il gip, l’azienda effettuava una “sommaria triturazione e miscelazione così da poterlo poi trasportare, conseguentemente non destinando i rifiuti a recupero effettivo e oggettivo e, tuttavia, qualificavano il materiale in uscita come ‘ammendante stallatico Bioecoagrim comp.misto’ e, a partire dal 3 giugno 2015, come ammendante compostato con fanghi, pur dovendo esso essere qualificato e gestito, in entrambi i casi e per tutto il periodo preso a base dall’indagine, come rifiuto speciale non pericoloso”.

Da sinistra, Stefano e Dario Montagano

Il ruolo del capo: Dario Montagano

Dario Montagano viene definito dal giudice “capo e organizzatore al vertice del sistema imprenditoriale riferibile alla famiglia Montagano. Sovrintendeva e coordinava il traffico illecito, avendo rapporti diretti con i vari destinatari del ‘compost fuori specifica’, gestendo direttamente l’organizzazione complessiva di tutta l’attività e delle società al fine di gestire illecitamente i rifiuti e i contatti con tutti i componenti del suo nucleo familiare, con gli autisti, dipendenti e collaboratori delle imprese nonché con i vettori Pasquale D’Addona e Antonio Petruzzellis, con Michele Damato e con Ruggiero Dipalo”.

E ancora, “tramite assegni, versava la somma di 650mila euro per l’acquisto, in data 4 agosto 2015, di oltre 40 ettari di suoli agricoli siti alla contrada Macchione Torre di Lama dei Comuni di Foggia e San Marco in Lamis, intestati a Libero Angelo Montagano, dove sono stati smaltiti ingenti quantità di ‘compost fuori specifica’ prodotte dalla Bio Ecoagrim”. Stesso discorso per i terreni agricoli acquistati in contrada Colle Martello del Comune di Serracapriola.

Stando all’ordinanza cautelare, Montagano “si occupava da un lato delle intese commerciali finalizzate ad acquistare mediante la Monirr srl e/o la Enoagrimm Import Export srl partite di vino e/o mosto di vino dai clienti; dall’altro di far emettere dalla Bio Ecoagrim srl a favore degli stessi venditori del vino e mostro, documenti di trasporto attestanti forniture di ‘ammendante stallatico Bio Ecoagrim comp.mistro’ e, dal 3 giugno 2015, ‘ammendante comportato con fanghi’, il tutto con la finalità di conseguire una apparente compensazione degli importi della vendita dell’ammendante con quelli all’acquisto di vino e mosto e, quindi, far risultare che l’ammendante era ceduto verso il corrispettivo di un prezzo”.

Il coinvolgimento del dirigente della Provincia

Guai per Stefano Maria Biscotti, 66enne dirigente della Provincia di Foggia. “Nella qualità di pubblico ufficiale, dirigente del Settore Assetto del Territorio e Ambiente della Provincia di Foggia – scrive il gip –, forniva il proprio contributo alla perpetrazione e alla protrazione del reato, sia mediante il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale nei confronti della Bio Ecoagrim srl, sia omettendo di esercitare il proprio dovere di vigilanza e di accertamento delle condotte illecite poste in essere dai vertici apicali delle aziende oggetto di indagine. In particolare – prosegue il gip Galesi – a fronte della richiesta di chiarimenti della Procura della Repubblica ometteva di effettuare gli opportuni accertamenti richiesti”.

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: FoggiaMontaganooperazione BIOSrifiuti
Articolo precedente

Un milione di euro a 63 Comuni virtuosi pugliesi per contenere la Tari. Sono dieci in provincia di Foggia

Articolo successivo

Coronavirus, lezioni a distanza in scuole e università pugliesi. Previsto anche telelavoro

Articoli correlati

Capotosto, Iacovangelo e Iaccarino

Mafia e politica a Foggia: indagati dalla DDA gli ex amministratori comunali Capotosto, Iaccarino e Iacovangelo

Francesco Notarangelo; in alto, Renato Quitadamo; sotto, Antonio e Andrea Quitadamo

Mafia garganica, “Natale” fa i nomi. “Armiento, Simone, Iaconeta: gli omicidi del clan e il ruolo dei Quitadamo”

Biagio Barrasso e l'assalto a Toritto

Assalti e rapine della banda di cerignolani: “Ci portiamo la lancia termica e boom… lo massacriamo”

Enzo Miucci e Michele Notarangelo; in alto, Marco Raduano; sotto, Gianluigi Troiano

La lettera di Miucci per reclutare un nemico: “Quella donna presto sarà vedova e potrà essere tua. Raduano? Credevi nel dio sbagliato”

In alto, Roberto Sinesi; sotto, Mario Francavilla; al centro, Antonello Francavilla; a destra, Emiliano Francavilla

L’ombra dell’omicidio di Mario Francavilla sulla faida tra i figli: così nacque la frattura nel clan foggiano

Mafia e sale giochi, coinvolta anche la Capitanata: due foggiane tra gli indagati e 23 misure cautelari

Ultime Notizie

Cronaca

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

L'indagato Antonio Bevilacqua ha confessato di aver sparato parlando di una vendetta dopo un presunto pestaggio subito la sera precedente....

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Grano, crollano le quotazioni: “Prezzi sotto i costi di produzione, così la cerealicoltura del Tavoliere rischia di fermarsi”

Antonio Decaro

Decaro frena sulle primarie del centrosinistra: “Io alla guida del campo largo? Sto facendo il presidente della Regione”

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024