Lega distratta e Salvini concentrato sul Nord, strada spianata per Fitto in Puglia? Il patto con Forza Italia

Secondo molti il candidato FdI alla fine prevarrà. Ne sono convinti anche molti ex leghisti, oggi radunati nel movimento di ultradestra l’Altra Italia

L’emergenza Coronavirus che ha colpito Lombardia e Veneto, le due regioni amministrate dai governatori leghisti, Fontana e Zaia, ha allontanato il dibattito salviniano sulle prossime elezioni al Sud e sulla indicazione dei canditati presidente. In Puglia la Lega ha allentato la presa, nonostante un mini tour elettorale assai denso dell’europarlamentare Massimo Casanova nella Bat, tra Andria, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Trinitapoli, con tanto di visite alle aziende e alle varie realtà culturali e agricole dell’area. Secondo alcuni, tappe di Mister Papeete potrebbero essere prodromiche alla sua discesa in campo in Puglia, ma la Lega appare oggi, anche dopo alcune letture allarmistiche del Coronavirus, meno forte al Sud. Anche le misure proposte per superare la crisi economica da virus sono un chiaro segnale ad un ritorno di attenzione verso il Nord.

Forza Italia, in virtù di un patto siglato in Campania pro Caldoro, appoggerà Raffaele Fitto in Puglia, il candidato di Fratelli d’Italia, pertanto appare più difficile oggi che la spunti la Lega con Nuccio Altieri o con Casanova. D’altronde i partiti, con la Lega in testa, non sono stati capaci di individuare al momento, un nome terzo che potesse aggregare la coalizione.

Secondo molti Fitto alla fine prevarrà. Ne sono convinti anche molti ex leghisti, oggi radunati nel movimento di ultradestra l’Altra Italia.

“L’attuale centro-destra, così compatto risulta il più forte degli ultimi 20 anni, ma la sua forza potrà solo essere affermata con un solo nome forte è carismatico ed è Raffaele Fitto, come candidato Presidente da anteporre alle velleità arroganti di Emiliano. La Lega, anche se ha un forte bagaglio di consensi sul territorio Italiano, la vede debole in Puglia, ecco perché non può fregiarsi di decidere chi sia il candidato, né che sia un uomo espressione Leghista, non ci sono numeri è credibilità a sufficienza… ogni giorno, tirano fuori in nome, ogni giorno leggiamo spaccature territoriali, ogni giorno leggiamo considerazioni blasonate personali da parte di dirigenti regionali, questo non porta alla fiducia degli elettori. Qualora il candidato sia un’espressione Leghista ci vedremo costretti a sfilarci e a sfilare il nostro simbolo dalla competizione regionale, diversamente, se la Lega insiste potrebbe optare con la stessa scelta che hanno applicato in Val d’Aosta, ossia correre da soli. Probabilmente la Lega non ricorda cosa è successo 5 anni fa, quando il centrodestra si divise”, rileva Siorini.





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