Madre disperata si incatena a Foggia: “Mio figlio disabile non ha più assistenza a scuola”

La protesta è contro il sistema e contro l’Asl e i Servizi Sociali del Comune che non prevedono la presenza di un operatore socio sanitario nelle classi

Loredana De Cata, disabile, si è incatenata per vedere rispettati i diritti di suo figlio, alunno diversamente abile della scuola Altamura al Candelaro. Non è la prima volta che la signora contesta, ma stavolta la scuola non c’entra. La protesta è contro il sistema e contro l’Asl e i Servizi Sociali del Comune che non prevedono la presenza di un operatore socio sanitario nelle classi.

“Mio figlio è affetto da paralisi cerebrale infantile e necessita di essere assistito in ogni funzione, anche nel bere e nel mangiare. Dal 20 dicembre non arriva più la figura dell’Oss che ci veniva fornita tramite una convenzione privata tra la scuola e un istituto di formazione Oss. Ultimamente questo servizio non sta funzionando forse perché non c’è il gruppo o non maturano le ore per far la pratica. Dal 20 dicembre sono costretta a venire a scuola a cambiare Francesco. L’ho fatto per un po’, ma preferisco cambiargli qualche abito in più e portarlo a casa bagnato. La questione è la somministrazione pasto, ossia la merenda. Gli insegnanti non sono dovuti a somministrare la merenda al bambino. Servirebbe l’operatore socio sanitario.

Due settimane fa l’insegnante di sostegno era malata, l’insegnante curriculare mi aveva assicurato che qualcuno l’avrebbe aiutata. Alle 12.45 per 4 ore il bambino non aveva né bevuto né mangiato, perché dalla centrale non era arrivato nessuno e gli insegnanti non si sono presi la responsabilità di assisterlo. Giustamente non tocca a loro occuparsi di lui, ma io chiedo solo la presenza di un oss”.

Non ha mai pensato di trasferire Francesco in un’altra scuola? “E perché? Sarebbe ghettizzato in una scuola specifica. Qui ha tutti i suoi amici, questo è il suo quartiere. Deve essere la scuola a dirmi di non essere in grado di assicurare il servizio attraverso una convenzione con l’Asl”.





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