Il calvario della piccola Francesca, tre anni. La mamma Rossella: “Operata più volte a cuore aperto, ma qualcosa è andato storto”

Il dramma di una famiglia di San Ferdinando di Puglia. La bambina costretta a vivere collegata a macchinari sanitari

La piccola Francesca ha compiuto da pochi giorni 3 anni e vive con la sua famiglia a San Ferdinando di Puglia, nella Bat. La sua vita è cambiata poco più di due anni fa quando ha subito un’operazione a cuore aperto. Oggi Francesca è costantemente attaccata a macchinari che la aiutano nella respirazione. Non tutto però sembra essere andato come dovuto. A raccontarci la sua storia è la mamma, Rossella. “Quando aveva un anno e un mese ha subito un intervento al cuore nell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari, dove le è stato impiantato un cateterismo cardiaco, ovvero un sottile catetere (un tubicino di plastica flessibile) in un’arteria. Dopo un lungo ricovero abbiamo scoperto che la bambina era piena di trombi – spiega la mamma a l’Immediato -. Aveva spesso la febbre alta e quando è stata successivamente ricoverata,  secondo quanto ci è stato riferito, avrebbe contratto un’infezione ospedaliera. Attraverso il reparto di rianimazione di Bari abbiamo inviato la sua documentazione allo staff del prof Brancaccio dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, ma le nostre speranze sono state presto deluse: ci è stato infatti risposto che mia figlia (nata con cuore univentricolare, ndr) avrebbe subito – nel corso dei mesi – interventi non utili al suo caso”.

Dopo qualche mese la piccola ha subito un altro intervento al ‘Mayer’, l’ospedale pediatrico di Firenze. “Attualmente Francesca è seguita dalla Direzione Sanitaria di Bari e non più dal reparto di Cardiologia dopo che noi genitori abbiamo richiesto nel dettaglio la sua documentazione – ha aggiunto la mamma -. Mia figlia dopo ben tre interventi a cuore aperto non può più ricevere un trapianto. Non si può fare più niente. In questi mesi ho fatto un esposto al giudice tramite il mio avvocato – racconta Rossella – sperando di dar voce anche alle tante mamme che come me affrontano questa battaglia”.





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