“Uffici stampa nei tribunali e accesso agli atti giudiziari per i giornalisti”. Emiliano punta forte sul rilancio dei media

La crisi del settore informazione affrontata in un convegno. Le proposte del governatore

In Puglia vengono vendute quotidianamente meno di 60mila copie di giornali, pari all’1,5% della popolazione. La crisi del settore informazione è stata fotografata da Nicola Di Ceglie, segretario generale Slc Cgil Puglia, durante il convegno “Il senso delle parole. Dalla crisi al futuro dell’informazione”, organizzato dalla Cgil in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti di Puglia, la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e Assostampa.

Al convegno hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, il presidente della Fnsi Raffaele Lorusso e il presidente di Assostampa Puglia, Bepi Martellotta.
Secondo la relazione illustrata da Di Ceglie, la crisi dell’editoria è evidenziata anche dai dati Istat: solo il 27% dei pugliesi lo scorso anno ha letto almeno un libro. In città come Trani, 60mila abitanti, o Andria, 100mila abitanti, “vi è solo una libreria”. “Se focalizziamo l’attenzione sulla crisi del più autorevole e importante quotidiano di Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno – ha evidenziato Di Ceglie – con il rischio concreto di aggiungere altri posti di lavoro persi, oltre alle decine di posizioni già tagliate, rende il quadro regionale del sistema della carta stampata fortemente compromesso”. Nella sola Puglia però – è scritto nella relazione – è presente lo stesso numero di emittenti pari al totale della Germania.

LA CGIL – La Slc Cgil Puglia lancia la proposta per la costruzione di un “patto regionale per l’informazione”. Un patto che dovrà impegnare le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese del settore, le istituzioni regionali e il Miur a lavorare, di concerto con le strutture nazionali sindacali e di governo del Paese, per un progetto quinquennale per la produzione, promozione e diffusione della lettura e dell’informazione. È questa la sintesi della proposta che è stata accolta favorevolmente dal presidente del consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo: “Condivido l’ipotesi di lavoro che viene lanciata da questo convegno di provare ad organizzare un patto regionale per l’informazione, mi pare una scelta giusta. Ora proveremo a riempirla di contenuti, mettendo insieme tutti i protagonisti del settore dell’informazione con tutti i livelli istituzionali per cercare di dare il massimo del sostegno possibili ad una situazione di crisi del settore dell’informazione”. “Siamo in una situazione del settore informazione davvero drammatico – ha aggiunto Loizzo – le tecnologie agiscono in maniera spietata. Abbiamo provato in tutti i modi a dare sostegno convinto e concreto per risolvere le crisi in atto. Il consiglio regionale ha messo in atto una serie di iniziative per sviluppare la lettura”.

IL SEGRETARIO FNSI – “Siamo in attesa che il governo convochi il tavolo sul lavoro con le parti sociali, perché nel settore dell’informazione è cresciuto a dismisura il precariato, un’area molto ampia che va ricondotta nell’alveo del lavoro dipendente. C’è un impegno del governo ad avviare questo tavolo, penso sarà fatto a breve, cosi come a breve partirà il tavolo per la messa in sicurezza dell’Inpgi e su questo c’è un impegno del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte“. Lo ha detto il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso, a margine di un convegno sulla crisi del settore organizzato a Bari dalla Cgil con l’Ordine dei giornalisti della Puglia, la stessa Fnsi e l’Assostampa Puglia.

“Non diminuisce la domanda di informazione – prosegue Lorusso – ma viene meno il consumo di informazione sui mezzi tradizionali, a cominciare dalla carta. Un altro tema più volte portato all’attenzione del governo è quello della concorrenza sleale, esiste una quantità di informazione prodotta da giornalisti che ogni giorno viene immessa gratuitamente nella Rete. La contrazione dei fatturati produce riduzione dei posti di lavoro. Occorre portare subito all’attenzione del Parlamento il tema del recepimento della direttiva europea sul copyright, perché chi utilizza il lavoro altrui per ricavare profitto deve riconoscere un ritorno economico a chi lo ha realizzato”.

IL GOVERNATORE EMILIANO – “Servono uffici stampa presso gli uffici giudiziari, che gestiscano la notizia riservata consentendo al giornalista di verificarla, altrimenti abbiamo killeraggio puro. Vi ricordo che il 97% degli accertamenti giudiziari, come è ovvio che sia, va a finire con l’archiviazione”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo al convegno.
“L’articolo 21 della Costituzione – ha evidenziato Emiliano – ha un rilievo tale che deve indurre tutto il sistema a garantire l’indipendenza e l’autonomia degli operatori dell’informazione rispetto alla politica e all’economia. Così come va tutelata la dignità professionale di chi esercita un ruolo fondamentale che non può vivere nella precarietà e nella perenne incertezza professionale”.

“Inoltre – ha proseguito Emiliano – mi chiedo perché non esistano guarentigie per i giornalisti così come avviene per i magistrati. Bisognerebbe riflettere sulla possibilità di consentire ai giornalisti l’accesso agli atti giudiziari per verificare le notizie e inquadrarle nel loro contesto”. Il governatore pugliese ha anche appoggiato la proposta della Cgil di creare un Patto regionale che valorizzi lettura e informazione. “Bisogna ristabilire il ruolo sociale del giornalista – ha rilevato Emiliano – ruolo che l’articolo 21 della Costituzione riconosce come fondamentale. Sono favorevole a istituire un tavolo come proposto dalla Cgil che ha promosso l’evento odierno con Fnsi e Ordine dei giornalisti. Questo percorso – ha concluso – avrà la nostra piena collaborazione come Regione, per noi è come un patto costituzionale a sostegno di questa professione”. (fonte La Gazzetta del Mezzogiorno)



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