Camera di Commercio Foggia, Di Mauro&co devono restituire 300mila euro. I giudici: “Fu danno erariale”

La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado nei confronti di Matteo Di Mauro e di tutta la Giunta camerale che nel 2008/2009 varò l’aumento dello stipendio dell’allora segretario generale e dei suoi vice. Tutti sono chiamati in solido a restituire 300mila euro

Il neo presidente della Camera di Commercio di Foggia Damiano Gelsomino, succeduto al dimissionario Fabio Porreca, resterà un altro anno e mezzo alla guida dell’associazione dei commercianti, la Confcommercio. Ma non è escluso che il suo mandato possa essere prorogato, come lui stesso spiega a l’Immediato. “Ci sono tanti validi dirigenti, sicuramente troveremo chi potrà ricoprire la presidenza”, assicura. In pole Lucia La Torre, che sarebbe anche la prima donna nel ruolo, e l’imprenditore turistico Gino Notarangelo, che sinora, come evidenzia Gelsomino, aveva avuto degli impedimenti personali e non aveva potuto occuparsi della categoria come avrebbe voluto.

Intanto in Camera di Commercio, Gelsomino si trova a dover governare le varie grane amministrative e lavorative, con una spending review necessaria ed obbligata. Nessun licenziamento nelle due aziende speciali, benché si stia premendo per dei pre prensionamenti. Si sta procedendo ad instaurare un clima poliziesco nell’Ente che già il prof Mario Monti voleva depennare completamente.

A fine dicembre, con Porreca ancora presidente, è stato approvato il regolamento per le sanzioni disciplinari previste dalla legge e dai CCNL vigenti nei confronti del personale dipendente della Camera di Commercio di Foggia, a tempo indeterminato e determinato.

Per le infrazioni di minor gravità per cui è prevista la sanzione del rimprovero verbale il procedimento disciplinare si svolge secondo la disciplina stabilita dal contratto collettivo. La sanzione del rimprovero verbale può essere inflitta al dipendente senza alcuna particolare procedura formale fatta salva la preventiva comunicazione anche verbale del motivo da cui essa trae origine e l’audizione a difesa dell’incolpato sui fatti addebitati. La sanzione deve comunque essere formalizzata attraverso un verbale sottoscritto dal dipendente, da trasmettersi all’ufficio Personale per l’annotazione in apposita scheda del fascicolo personale. Per le infrazioni per le quali è prevista l’irrogazione di sanzioni superiori al rimprovero verbale, il responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente, segnala immediatamente, e comunque entro dieci giorni, all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari i fatti ritenuti di rilevanza disciplinare di cui abbia avuto conoscenza.

Sono previsti anche particolari procedimenti disciplinari interni nei confronti dei cosiddetti “furbetti del cartellino”, anche se c’è da dire che la marginalità logistica della Cciaa non permette ai dipendenti di allontanarsi troppo dalla Cittadella dell’Economia, sono quasi ingabbiati nella lussuosa nuova sede.

La razionalizzazione dei costi comunque non ha impedito di avviare le procedure relative alla progressione economica dividendo la somma destinata alla progressione orizzontale tra le singole categorie professionali e individuando il numero massimo di progressioni orizzontali attribuibili nel seguente modo. Il 6 dicembre scorso erano state comunicate alcune disponibilità finanziarie: la categoria B1 per un solo posto avrebbe potuto ottenere 977,14 euro, i B3 in 5 persone avrebbero potuto dividersi 3.540,14, i C che sono 9 7.476,31 euro e i D ben 11, la somma di 9.635,75 euro.

L’Ente però, come si legge nella determinazione della segretaria generale ha attuato un risparmio di circa 3mila euro, suddividendo le progressioni al ribasso: 302,82 al B1, 2.347,11 ai 5 B3, 6.239,97 euro per i 9 C e i D sono diventati da 11 solo 7, ma si divideranno una torta maggiore pari a 11.202,19.

Insomma il malcontento nell’Ente, tra i dipendenti meno graduati, si legge nei numeri. Come se non bastasse la Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado nei confronti di Matteo Di Mauro e di tutta la Giunta camerale che nel 2008/2009 varò l’aumento dello stipendio dell’allora segretario generale e dei suoi vice. Fu danno erariale e tutti sono chiamati in solido a restituire 300mila euro.





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