La mafia non è un tabù, studenti foggiani in Corte d’Assise per il processo alla faida garganica

In tribunale gli alunni del Liceo Marconi e del Notarangelo-Rosati, trascinati dall’associazione antimafia “Libera”

“Libera” c’è e non mancano nemmeno le scuole. L’associazione antimafia ha portato in Corte d’Assise gli alunni del Liceo Marconi e del Notarangelo-Rosati di Foggia. Circa 40 studenti per seguire il processo sulla strage di San Marco in Lamis. “Sono ragazzi già coinvolti per la giornata del 21 marzo 2018 organizzata proprio a Foggia – ha detto a l’Immediato, la referente cittadina di Libera, Federica Bianchi -. Spesso sentiamo dire, soprattutto dalla stampa nazionale, che in questa città non si fa nulla per coinvolgere le scuole ma non è così. Incontriamo gli studenti continuamente attraverso progetti mirati e grazie anche all’impegno di dirigenti scolastici e docenti. E in occasione di questo importante processo abbiamo deciso di portare qui alcune classi. Lo abbiamo fatto anche nella scorsa udienza e continueremo a farlo”.

I ragazzi sapevano bene di cosa si parlava in Corte d’Assise. Nomi dei clan, sicari, alleanze, rivalità tra gruppi malavitosi del promontorio garganico: tutte questioni dibattute in classe, sviscerate attraverso gli articoli online ed ora toccate con mano nell’aula del tribunale. “Guardare con i propri occhi i faldoni di pubblico ministero e avvocati, con centinaia di pagine di intercettazioni, li ha molto colpiti. Hanno seguito ogni fase del dibattimento in religioso silenzio. Non vedono l’ora di tornare per la prossima udienza”, ha riferito Bianchi. (In alto, i ragazzi della 5^C del Notarangelo-Rosati insieme alla referente di Libera)



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