“Foggia paragonata a Baghdad ma ora basta. Inizia la liberazione della città”. Emiliano suona la carica in vista delle Primarie

Il governatore pronto alla sfida politica: “Questa coalizione da sempre pensa alla generazione successiva. La nostra concezione è gestire il presente con una visione condivisa del futuro”

Una grande partecipazione nel Pd, tra i civici e tra i sindaci del centrosinistra per l’appuntamento prima delle Primarie con il candidato e governatore Michele Emiliano, alla fine di una giornata sanitaria a Foggia. 

Tutto il PD unito, tranne la sparuta componente di Elena Gentile, con l’assessore Raffaele Piemontese, Paolo Campo,  Ognissanti, Michele Bordo, Colomba Mongiello, il direttore dell’Asl Antonio Nigri, i vari eletti insieme alla segretaria Lia Azzarone e sindaci del Gargano Michele Merla e Pierpaolo D’Arienzo e tanti altri, come Francesco Miglio. Sala stracolma. Tra i tanti anche l’oppositore Michele Vaira. “Voto Emiliano per esclusione, il PD è la mia casa”.
Con il leader due giovani piddini: Alice Amatore, che ha elencato le politiche di questi 5 anni ma si è anche definita figlia della generazione dei 3 niente, “Niente futuro, Niente lavoro, Niente reddito” e Mario Cagiano giovane imprenditore che ha scelto di restare a Foggia e di investire in cultura.
Emiliano ha evidenziato che lui è un post sessantottino, per loro “Niente è impossibile”, l’idolo era Che Guevara.
Cosa si può fare ancora e di più in Puglia?
Il governatore ha le idee chiare sulle Primarie e sui prossimi anni di governo in Puglia.
“Siete stati un tuffo al cuore. Si diceva che queste Primarie non sono appassionate, ci hanno costretto a farle gennaio e quelli che ci hanno costretto adesso si defilano. Non so se siano scontate nell’esito, ma l’esito non è solo il risultato finale. Abbiamo scelto le Primarie per sovvertire delle regole. I nostri candidati al parlamento ora sono Ministri della Repubblica.
Chi fece l’inverosimile all’inizio della primavera pugliese? Il popolo pugliese. Le forze politiche ebbero il coraggio di dire al popolo: decidi tu. Il centrosinistra della Puglia siamo tutti noi”, ha evidenziato. Ecco perché Emiliano è morbido con i suoi tre competitor, Elena Gentile, Leo Palmisano e Fabiano Amati.
“Noi stiamo dando vita ad un dibattito rapido veloce. Abbiamo fatto la parte secca del combattimento. Far partecipare le persone è sempre più difficile. È vero che sono stato ossessionato da alcuni temi: Ilva Tap e reddito di dignità, ma ora il Red vogliamo riutilizzarlo  come mezzo flessibile per un piano di ritorno a casa di tutti i pugliesi, senza intellettualismi. Si dice la fuga dei cervelli, ma anche per le pizze serve cervello”.
“Abbiamo superato momenti difficilissimi, ma abbiamo messo insieme storie bellissimi. Non ci siamo giustiziati a vicenda. Ho subito di tutto, soprattutto qui a Foggia, mi sta venendo in mente il Psr. Abbiamo fatto degli errori,
Abbiamo perso due volte le elezioni a Foggia e la colpa è anche mia. Abbiamo vinto a Lecce e la città sta rinascendo”.
L’atto mancato della doppia preferenza è un suo cruccio.
“Possiamo provare a parlare ai pugliesi delle cose importanti che sono accadute: +9 per cento di export, l’occupazione è cresciuta. Grazie all’assessorato di Raffaele Piemontese la Puglia è la prima regione italiana per spesa europea e la terza in Europa. Fatemi le critiche sul PSR lì ci sono stati problemi veri. Il PSR è come una lettera a Babbo Natale. C’erano 100 milioni per i muretti a secco, a che servivano? Avevamo la Xylella in casa, non c’era niente che riguardasse la Xylella. E poi ci sono stati problemi relazionali, hanno scritto bandi troppo complicati.Essendoci stato un contenzioso reale la proroga ce la daranno. Si erano studiati il meccanismo matematico e c’erano sempre gli stessi studi agronomici: ora che scriveremo il nostro Psr non sbaglieremo più”.
Per la prima volta Emiliano ha dato una stoccata a Leo Di Gioia nel suo partito, pubblicamente. “Se avessimo avuto l’esperienza di Colomba Mongiello in quell’assessorato le cose sarebbero andate diversamente. C’è la responsabilità mia, molti mi avevano detto: fai attenzione. Ma per lealtà sono andato avanti. Ma ho sbagliato e il fatto che voi da allora non ne abbiate più parlato con me mi dimostra quanto siate dalla mia parte e quanto grande è stato il mio errore”.

”‘Io’ è un pronome inutile in politica – ha detto Emiliano – se vinceremo le primarie come mi auguro, potrò dire a nome vostro: ‘noi’ non molleremo un istante. E abbiamo dimostrato di essere in grado di farla questa battaglia e di poter pensare alla costruzione del futuro. Questa coalizione da sempre pensa alla generazione successiva. La nostra concezione della politica è di servizio, lo scopo della politica è gestire il presente con una visione condivisa e chiara del futuro. Le primarie sono un momento di grande passione, di grande gioia, una grande festa e quindi siamo contenti di poterle fare“.

Emiliano ha concluso con un accorato invito in piazza domani a Foggia alla manifestazione organizzata da Libera di Don Ciotti contro la mafia. Attacchi al sindaco Landella. “Gestisce solo l’esistente e si ritrova Baghdad senza che se ne accorgi. Ognuno fa quello che vuole ma questa è una città piena di energia. Domani mattina tutta l’Italia deve essere qui. Domani inizia la resistenza e la liberazione di Foggia”.



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