Dalle buche alle strade oscure, il disastro stradale di Foggia in un report inviato al prefetto. Pubblica illuminazione, verso la firma del contratto

Una ditta romagnola potrebbe subappaltare la sua fornitura d’appalto, non sono poche le imprese locali interessate ad entrare nel business elettrico

C’è tutto l’elenco del disastro stradale foggiano nel lungo report che l’associazione Adcua Onlus, presieduta dal consumerista Walter Mancini, ha inviato al prefetto Grassi per chiedere a gran voce un incontro e un intervento sulle vie della città. Fessurazioni, deformazioni plasto voscose (le più pericolose in via Natola), risalti e sacche, ormaie, ondulazioni, depressioni, buche, rigonfiamenti, scalinamento fra corsie e banchine, spostamento del manto per spinte orizzontali. Ce n’è per tutti i gusti e per ogni incidente.

Sono molti gli incidenti in cui sono coinvolti pedoni e auto che, avvengono nella nostra città a causa delle due problematiche indicate.  Il 2019 è l’anno nero dei pedoni in tutta Italia. Tra i morti in strada, i passanti sono un terzo. Il bilancio di fine anno dei vigili urbani lo dice con chiarezza: camminare resta ad alto rischio (ci sono in media 82 incidenti al giorno). Pur rilevando correttamente che ad esempio l’eccesso di velocità o l’uso del cellulare, possono costituire ulteriori concause, non possiamo non denunciare (dipendendo dalla tipologia dell’incidente) quelle che ci riportano alla scarsa illuminazione e al degrado profondo del manto di molte strade in città. Il Comune di Foggia, in quanto proprietario della strade, si presume responsabile, ai sensi dell’art.2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia la prova che l’evento dannoso era imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile (C. Cass., Sez. III, 12/4/2013, n.8935; v. poi Cass. 18753/2017; Cass. 11526/2017; Cass. 7805/2017; Cass. 1677/2016; Cass. 9547/2015; Cass. 1896/2015). L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 c.c., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo”, si legge nel report.

L’associazione invita l’amministrazione Landella a provvedere con somma urgenza alla soluzione definitiva dei problemi denunciati, dal momento che continua ad essere corresponsabile (dipendendo dalla tipologia di incidente) di danni a persone, mezzi e cose, coinvolti.

Intanto il Comune, dopo il lungo ricorso e i vari pareri legali, si appresta a firmare la convezione pluriennale con la ditta della pubblica illuminazione che aveva presentato il project financing. Una ditta romagnola che potrebbe subappaltare la sua fornitura d’appalto, non sono poche le imprese locali interessate ad entrare nel business elettrico. Il mese scorso l’area tecnica dell’amministrazione ha impegnato circa 18mila euro per la manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione, prenotando da Cavallone i corpi illuminanti da sostituire. Sono innumerevoli ormai le zone della città completamente al buio, dove l’unica luce è data da alcune insegne commerciali, come nel caso di viale Di Vittorio.