Il Comune di Foggia diventa smart city per la qualità dell’aria. 10 centraline ambientali in città

È già attivo il sistema di analisi e valutazione degli impatti ambientali di insediamenti e piani urbanistici, basato su 10 centraline autoalimentate da fonte solare che rilevano la temperatura e l’umidità, il monossido di carbonio, metano, monossido d’azoto, diossido d’azoto, diossido di carbonio e polveri PM1, PM2.5 e PM10.

Arriva la piattaforma “Q-Cumber” in tutta la città di Foggia, finalizzata alla raccolta ed al coordinamento di tutti gli impianti tecnologici preposti al monitoraggio del territorio: dalle centraline ambientali ai sensori acustici sino ai sistemi di videosorveglianza, solo per fare alcuni esempi. Si tratta di un sistema innovativo, per il cui utilizzo l’Amministrazione comunale rappresenta un’avanguardia regionale e nazionale, che permetterà un capillare controllo della città ed una moderna interazione con la cittadinanza.
Ieri è stata presentata dal sindaco di Foggia, Franco Landella; l’assessore comunale con delega all’Ambiente e all’Innovazione Tecnologica, Matteo De Martino; il dirigente del Servizio Innovazione Tecnologica, l’ingegner Paolo Affatato; il direttore tecnico in esecuzione del progetto, Antonio Parente; l’Amministratore della Società “Algebra Srl”, nonché realizzatore del sistema “Q-Cumber”, l’ingegner Giuseppe Magro; il rappresentante della Società “VET Srl” e realizzatore del progetto relativo agli impianti e alle centraline di rilevamento ambientale, dottor Fabio Vernacchia.

Il monitoraggio ambientale e di viabilità e mobilità sarà realizzato attraverso l’installazione, già cominciata, di diverse centraline in un grande tavolo informatico che offrirà informazioni sulla città, dentro un data base complesso e nuovo per Foggia, che si appresta a diventare, dopo molti annunci, una smart city grazie al noto “internet of things”, letteralmente l’internet degli oggetti.

Q-cumber, come hanno spiegato i tecnici, impiega tecnologie di ultima generazione, per semplificare, potenziare e rendere efficiente la Corporate Social Responsabiliy e proporne, grazie alle tecnologie IoT, una visione allargata a tutti gli stakeholder del territorio. Le procedure sono basate sul linguaggio Dynamic Computational GIS.

È già attivo il sistema di analisi e valutazione degli impatti ambientali di insediamenti e piani urbanistici, basato su 10 centraline autoalimentate da fonte solare che rilevano la temperatura e l’umidità, il monossido di carbonio, metano, monossido d’azoto, diossido d’azoto, diossido di carbonio e polveri PM1, PM2.5 e PM10.

Tutto il flusso informativo sarà misurato da dei sensori che hanno la duplice funzione di condividere con la cittadinanza i parametri della qualità dell’aria nei punti di monitoraggio lungo il percorso e di formare una piattaforma vettoriale di dati che serviranno all’amministrazione nel processo di supporto decisionale con possibilità di valutare eventuali azioni avviate e la relativa risposta in termini di valori rilevati. Insomma Q-cumber è un sistema di dati diretti verso un cervellone che poi trasferisce le info alla governance cittadina, perché come ha rilevato l’ingegner Affatato, “prima di intraprendere un’azione e di spendere soldi pubblici si ha bisogno di capire come funziona il sistema, con uno strumento che serve a comparare in tempi reali i dati, a supporto del processo decisionale.

Le persone utilizzano di più la bici? Q-cumber sarà in grado di dirlo grazie a delle centraline giù installate sulle piste ciclabili foggiane. “Sarà una grande piazza sulla città su cui discute delle necessità di chi la abita, con una modularità”. Le centraline hanno anche delle telecamere, ma la sicurezza urbana è un tema spinoso.

“Il sistema è genuflesso ai sistemi di chi deve gestire la sicurezza. Le immagini le avranno solo gli organi giudiziari. Si aprirà un pop up con le immagini di quella telecamera e lo storico, ma se non veniamo autorizzati non possiamo trasferire nessuna informazione”, afferma il dirigente.  Per il 10 gis si è ottenuto il finanziamento di 250mila euro dalla regione Puglia mentre la restante parte, 200mila euro, rinviene dal bando governativo “Da periferia a periferia”.

 

 





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