Fiamme ed esplosioni, poi la paura per un bambino scomparso. Poliziotti di Foggia nell’inferno del Gran Ghetto

Effettuati diversi atti di documentazione fotografica e ricognitiva nonché di repertazione di materiali per accertare le cause del rogo. Iniziati i sopralluoghi per l’allestimento di una tendopoli

Proseguono le attività dì indagine della Polizia di Stato al “Gran Ghetto” di Rignano dove un violento incendio ha distrutto numerosi alloggi di fortuna costituiti da baracche, camper e roulotte insistenti su una superficie pari a circa un ettaro. Sul posto il personale della Polizia Scientifica ha effettuato i rilievi tecnici tesi ad accertare se l’incendio sia di matrice dolosa o accidentale. Sono stati effettuati diversi atti di documentazione fotografica e ricognitiva nonché di repertazione di materiali per accertare anche le modalità con le quali le fiamme si sono propagate. Sul posto è intervenuto anche personale di polizia giudiziaria del vicino Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo che ha raccolto testimonianze in ordine alla dinamica dei fatti.

Particolarmente difficili si sono palesate le operazioni di soccorso avviate immediatamente dopo lo scoppio dell’incendio. Difatti, è stata una notte di fuoco quella appena trascorsa per gli equipaggi della Squadra Volante della Questura di Foggia intervenuti per primi sul luogo e che hanno coadiuvato i Vigili del Fuoco dei comandi di San Severo e di Foggia impegnati nell’arduo compito di circoscrivere e di domare il vasto incendio alimentato da un vento insidioso.

Diverse le difficoltà incontrate dai soccorritori dovuti alla mancanza di indicazioni specifiche per raggiungere il sito e dal disastroso stato di manutenzione della strada rurale che conduce all’accampamento. Appena giunti sul posto, i poliziotti hanno dovuto allontanare diverse decine di migranti che hanno attorniato i mezzi dei Vigili del Fuoco impedendo loro di operare immediatamente.

Le fasi di spegnimento sono state caratterizzate dal susseguirsi di numerose esplosioni dovute alle continue deflagrazioni di diverse bombole del gas con cui gli abitanti del luogo erano soliti riscaldarsi. Il fumo, il fango, l’odore acre dei materiali combusti e gli occhi arrossati non hanno fermato i poliziotti che si sono subito preoccupati se ci fossero persone ferite o scomparse. Particolarmente drammatici sono stati alcuni minuti quando si è diffusa la notizia che non si avevano più notizie di un bambino di pochi anni che, per fortuna, è stato ritrovato poco dopo in una parte del campo non colpita dalle fiamme. Alla fine il bilancio delle persone ferite è abbastanza soddisfacente: solo una ragazza è dovuta ricorrere alle cure ospedaliere per ustioni giudicate guaribili in venti giorni.

Poi è iniziata la conta dei danni. Nell’incendio circa 300 persone hanno perso tutto. Non solo il tetto in cui abitavano ma anche effetti personali, soldi e documenti. La Questura di Foggia si è dichiarata immediatamente disponibile a fornire dei duplicati dei permessi di soggiorno in corso di validità in favore di coloro che lo hanno perso nelle fiamme.

A fine mattinata, quando le fiamme sono state domate, sono giunti i primi soccorsi umanitari da parte della Caritas Diocesana e del Comune di San Severo. Una catena di solidarietà è iniziata ad organizzarsi e a muoversi con un brulicare operoso di volontari con le mani protese verso gli sfollati. Stamani, in una cornice di sicurezza offerta dalle Forze di Polizia, sono iniziati i sopralluoghi per l’allestimento di una tendopoli.





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