“Non piangete se ora sono in una bara. Contrastate la violenza”, Foggia coesa in difesa delle donne. Incontro intenso in Sala Fedora

Numerosa partecipazione per “Questa vita è Solo Mia. #lamorenonuccide”, l’evento organizzato al Teatro Giordano in collaborazione con il CSV. L’impegno della Procura

“Dove vai? Togliti quel rossetto, abbottonati quella camicia. E poi calci, pugni, botte. Non piangete se ora sono in una bara. Contrastate la violenza“. Ha avuto inizio così “Questa vita è Solo Mia. #lamorenonuccide”, l’evento organizzato nella “Sala Fedora” del Teatro Giordano dal Comune di Foggia, in collaborazione con il CSV Foggia, per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il pomeriggio di riflessione e di dibattito si è aperto con la performance dell’artista Daniela d’Elia accompagnata dall’applauso del numeroso e caloroso pubblico presente. L’iniziativa, ideata dall’assessorato alla Cultura, in collaborazione con gli assessorati all’Istruzione e alla Legalità, ha posto al centro i temi della disuguaglianza di genere, della violenza e del difficile percorso di rinascita, partendo dalle pagine di “Solo Mia”, l’ultimo romanzo della giornalista foggiana Annalisa Graziano che ha ispirato l’evento in Sala Fedora.

“Non possiamo non ricordare tutte le donne vittime di violenza – ha commentato ai nostri microfoni il sindaco di Foggia, Franco Landella -. Ogni giorno 88 donne subiscono atti di violenza, uno ogni 15 minuti. È una situazione inaccettabile. Dobbiamo investire sull’educazione innanzitutto. Non basta una attività repressiva, il controllo delle Forze dell’Ordine e della Magistratura. Penso che bisogna creare le condizioni per invertire questo dato. Dobbiamo educare i nostri figli maschi a rispettare le donne. Quando un uomo incrocia una donna deve guardare in lei gli occhi di una madre, di una sorella o della propria figlia. Basterebbe questo per portare l’uomo a rispettare la donna”.

Questa numerosa partecipazione in sala mi fa ben sperare – ha detto l’assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani -. È una giornata importante e finalmente, visto che ogni anno siamo qui a ricordare le tante vittime, comincia un moto di ribellione: meno scarpe rosse e più fatti. Il problema sono la paura e il silenzio. Dire la verità spesso non conviene, è meglio tacere. Invece no, bisogna avere coraggio, sempre”. 

“Non possiamo abbassare la guardia su questi fenomeni- ha dichiarato a l’Immediato il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro -. Negli ultimi tempi ci sono stati brutti episodi di femminicidio e di violenza sulle donne nel nostro territorio. Io sono qui proprio per parlare delle iniziative che la Procura della Repubblica ha messo in campo già da qualche tempo e che si sono incrementate recentemente per contrastare la violenza di genere. Devo precisare – ha aggiunto Vaccaro – che non è solo con la repressione che si risolve il fenomeno. Il problema è di carattere culturale e quindi occorre far emergere a pieno il fenomeno, c’è ancora una cifra nera molto accentuata. Dobbiamo impegnarci sulla emersione e prevenzione della violenza”.

Hanno presenziato alla serata anche l’assessore all’Istruzione, Claudia Lioia e l’assessore alla legalità, Cinzia Carella, il direttore dell’UlEPE Foggia, Mirella Malcangi e il funzionario dello stesso ufficio, Vincenza Rainone; la presidente dell’associazione Misericordia di Foggia, Laura Pipoli e l’autrice del libro.

“Parlare di donne non è mai solo parlare di donne se si impara a guardare in profondità. Le donne non sono solo l’altra metà del cielo. Sono al centro dei meccanismi sociali e li svelano”, ha detto a chiusura di incontro la docente Antonietta Lelario.

Alla fine applausi per i protagonisti dell’appuntamento e l’impegno a tenere alta la guardia anche oltre il 25 novembre. La lotta si fa tutti i giorni.





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